Questo è il secondo album dei della band bulgara Gwendydd e si chiama “Censored”; il loro è un mix interessante tra death metal melodico, nu-metal, industrial e metalcore; tutto in poco più di mezz’ora.
Le canzoni sono piacevolmente pesanti e costruite attorno a riff di chitarre piuttosto corpulenti e le strutture, gli arrangiamenti e le dinamiche di svolgimento dei pezzi sono abbastanza “prevedibili” seppur vi siano diverse influenze e differenti stili fatti confluire all’interno del composto.
Per quello che comporta la dinamica “storica” potrei dire senza errore che siamo di fronte ad un mix di fine anni 90 e primi duemila, con un paio di declinazioni moderne, perché questo non è un album “amarcord” e neppure un lavoro che pecca di “estrema nostalgia”.
Va però sottolineato che rimandi ben chiari(Strapping young lad, Ministry, Coal Chamber et simila) e ben udibili, ma vi è anche una dose di personalissima intenzione e di voler, pur restando nel percorso già tracciato da altri, dare il proprio passo di percorso.
La cosa particolare è che la voce è femminile, si nota in alcune sfumature de growls. Come già in passato è accaduto, il canto estremo non è solo maschile ed ha una sua tradizione, per fortuna capita spesso che più cantati donne decidano di andare nei lidi del “metal estremo” e diano un buonissimo risultato e i Gwendydd lo dimostrano.
Attenzione! Non di solo growl vive la voce della band, ci sono parti in cui troviamo Vicky Stoichkova che da sfoggio delle sue capacità canore in pulito. Ottima prova sotto ogni aspetto.
Aggiungo, sempre ragionando della parte tecnica del composto, che oltre alla chitarra preponderante e d una voce di tutto rispetto abbiamo la combo tra la batteria a rullo-compressione e le part i di loops e synth. Il basso c’è ma purtroppo a volte si mischia con la chitarra droppata, MA rispetto al solito si sente ed è già un passo avanti.
Delle dieci tracce forse ho trovato un pelo forzato l’intro, avrei preferito qualche passo in più (Tipo S.YL. degli Strapping… che avevano il loop di pochi secondi che dava il la ad una bordata assurda), qui la prima traccia poteva essere accorciata e inserita in quella subito dopo che è una bordata in faccia. Quindi vi dico senza mezzi termini che “Rage”, “Martyrdom”, “We are the new order”, “Dreadful” e “A hypocrite in a child’s eyes” sono i brani che vi spiattellano in faccia la rabbia, la capacità e le attitudini di una band molto brava.
Assolutamente raccomandato questo album per chi vuole rabbia spadellata in faccia senza mezzi termini. Magari qualche minuti in più di musica avrebbe fatto ancora più piacere ma “Censored” è un lavoro di altissimo livello e di qualità sopraffina.
Voto: 8.5/10
Alessandro Schümperlin















