I Godsnake provengono dalla città di Amburgo e questo lavoro “Poison thorn” per Massacre records in uscita il prossimo 23 ottobre segue il loro esordio “Hellbound ride” del 2014 in autoproduzione. Tecnicamente “Poison thorn” è il loro esordio sulla lunga distanza e lo fanno col botto, aggiungendo alla tracklist di questo lavoro alcuni brani della vecchia proposta.
La base su cui la band lavora è thrash con dei piccoli rimandi verso il groove metal e la voce è una pesante copiatura del “modo Hetfield” di cantare.
Quindi troviamo un basso particolarmente saturate e, per fortuna, presente; una batteria massiccia eclettica e nel complesso molto interessante e coinvolgente. Riff di chitarra molto accattivanti, con degli effetti che ricordano molto i Metallica ed i Pantera; stessa cosa vale per alcuni componimenti ed arrangiamenti.
La voce come già accennato ricalca parecchio il modo di cantare di James Hetfield. Quindi bella, melodica e rabbiosa allo stesso tempo ma “già sentita”. Credo che forse se staccassero il cordone ombelicale da quel tipo di band e si lasciassero liberi di esplorare le loro capacità avrebbero un lavoro con il botto.
Sia chiaro, i Godsnake sono molto bravi ed hanno capacità da vendere, ma la dipendenza dalle band appena nominate è parecchio marcata e rischiano di risultare delle copie e non una band capace di proporre materiale proprio con tutto quello che ne consegue.
La produzione di questo “Poisono thorn” è piuttosto alta, nessuna sbavatura, nessuna imprecisione ed aggiungerei neppure errori da banco, anzi… Le scelte della band in fase di mix e master esaltano e sottolineano al meglio le capacità dei Godsnake al completo.
La particolarità di questo lavoro sta nel fatto che i Godsnake pur essendo teutonici non approcciano minimamente il pentagramma come le altre band di thrash metal tedesco, ma mettendoci una fortissima dose di attitudine a stelle e strisce e nello stesso tempo aggiungendoci delle melodie che rendono il tutto abbastanza personalizzato ed interessante.
Direi che “Sound of the broken”, “Hellbound ride”, “You gotta pay” e la opener “Urge to kill” sono le canzoni che possono restare facilmente in mente ed allo stesso tempo riprendere ciò che ho scritto fino ad ora. Come sempre vi esorto a fare vostro l’album e decidere quali possono essere i vostri brani preferiti.
In conclusione “Poison thorn” è assolutamente un biglietto di presentazione più che buono per i Godsnake. Consiglio loro di tagliare, come ho già scritto, il cordone che li lega a Pantera e Metallica e puntare ad un proprio modus operandi. A voi cari lettori invece li consiglio se volete del materiale che seppur ricorda certe band, di cui sopra, sono interessanti e godevoli.
Voto: 7.5/10
Alessandro Schümperlin
















