di Massimiliano Paluzzi
Una serata dedicata al grande rock internazionale, con due voci che hanno scritto pagine importanti della storia dell’heavy metal e dell’hard rock. Il 30 luglio, al Giardino Scotto di Pisa, sono saliti sul palco Geoff Tate ed Eric Martin, protagonisti di una serata speciale organizzata per celebrare i 30 anni del Borderline, storico locale del centro cittadino che nel corso della sua lunga attività ha ospitato centinaia di artisti.
La risposta del pubblico, a dire il vero, è stata inferiore alle aspettative. Sono stati circa 400 i presenti a riempire il Giardino Scotto, location che si è comunque rivelata perfetta per una serata di questo tipo. A sottolinearlo è stato lo stesso Eric Martin, che ha scherzato sulla partecipazione non oceanica, senza però che questo potesse minimamente incidere sulla qualità dello spettacolo.
Eric Martin, sei brani tra blues e acustico
Ad aprire la serata è stato Eric Martin, storica voce dei Mr. Big, protagonista anche di una carriera solista ricca di esperienze.
Martin si conferma un performer di grande livello. La band costruita per l’occasione, tuttavia, ha mostrato qualche problema di amalgama, comprensibile considerando la composizione estemporanea della formazione.
Sei i brani proposti, con due momenti particolarmente suggestivi in versione acustica: “Wild World”, cover di Cat Stevens nella versione resa celebre dai Mr. Big, e la splendida “To Be With You”.
Il resto della scaletta ha seguito soprattutto coordinate blues e hard rock, con Martin in grande evidenza dal punto di vista vocale. La sua interpretazione ha raccolto applausi convinti e confermato, ancora una volta, la straordinaria qualità di una voce rimasta riconoscibilissima.
Questa la setlist di Eric Martin:
- Daddy, Brother, Lover, Little Boy
- Alive and Kickin’
- Take Cover
- Wild World
- To Be With You
- Dancin’ With My Devils
Geoff Tate, oltre un’ora e mezza nel cuore dei Queensrÿche
Dopo Martin è arrivato il momento più atteso della serata: Geoff Tate e il suo Operation: Mindcrime – The Final Chapter.
Rispetto alle scalette proposte in altre date internazionali, il programma pisano è risultato leggermente più breve, ma ha comunque superato abbondantemente l’ora e mezza di musica.
Tate si è presentato in ottima forma, dimostrando di possedere ancora una voce capace di affrontare il repertorio che lo ha reso una delle figure più importanti del metal americano. Il concerto ha avuto anche una forte componente teatrale, caratteristica che ha sempre contraddistinto le esibizioni legate alla saga di Operation: Mindcrime.
Il pubblico, pur non numerosissimo, ha risposto in maniera calorosa, cantando praticamente ogni passaggio della scaletta. Lo stesso Tate, successivamente, ha manifestato sui social tutto il proprio entusiasmo per la serata pisana.
La sorpresa è “Queen of the Reich”
Per chi conosce il repertorio di Tate, non è mancato qualche piccolo rimpianto. Su tutti l’assenza di “Empire”, uno dei brani più amati della produzione dell’artista.
A compensare la mancanza ci ha pensato però una sorpresa particolarmente gradita: “Queen of the Reich”, brano appartenente alla primissima fase dei Queensrÿche e non sempre presente nelle scalette più recenti.
Un salto indietro agli anni Ottanta che ha permesso a Tate di cimentarsi ancora una volta con gli straordinari acuti del brano, dimostrando una condizione vocale decisamente positiva.
Il cuore dello spettacolo è stato naturalmente rappresentato dai due capitoli di Operation: Mindcrime, con brani come “Revolution Calling”, “Operation: Mindcrime”, “Speak”, “Spreading the Disease”, “The Mission”, “Suite Sister Mary”, “The Needle Lies”, “Breaking the Silence”, “I Don’t Believe in Love” ed “Eyes of a Stranger”.
Dal terzo e più recente capitolo della saga è arrivata invece “The Answer”, mentre nella parte finale hanno trovato spazio alcune importanti composizioni dei Queensrÿche al di fuori dell’universo di Mindcrime, tra cui “Jet City Woman”, “Silent Lucidity”, “Take Hold of the Flame” e la già citata “Queen of the Reich”.
Una band internazionale con un’importante presenza italiana
Tate è stato accompagnato da una formazione internazionale di ottimo livello. Particolarmente importante il contributo dell’irlandese Clodagh McCarthy, cantante e tastierista, impegnata anche nei cori e nel ruolo di Sister Mary al fianco di Tate.
Grande protagonista anche il chitarrista italiano Dario Parente, autore di una prestazione di notevole classe e professionalità. Con lui Kieran Robertson ed Eric Hart alle chitarre, Jack Ross al basso e l’altro italiano Michele Panepinto alla batteria.
Tre chitarre hanno costruito un muro sonoro imponente, garantendo potenza, profondità e un’orchestrazione particolarmente efficace.
Una serata da ricordare
Alla fine, il Giardino Scotto ha salutato Tate e la sua band con applausi convinti. La formazione è apparsa soddisfatta dell’accoglienza ricevuta e anche il pubblico ha lasciato l’area del concerto con la sensazione di aver assistito a una serata di grande musica.
Il numero degli spettatori non ha certamente reso giustizia al valore dei due protagonisti, ma la qualità dello spettacolo ha compensato ampiamente il dato numerico.
Per festeggiare i 30 anni del Borderline, Pisa ha quindi regalato una notte di grande rock internazionale, con due interpreti che, nonostante il trascorrere degli anni, continuano a dimostrare di avere ancora molto da dire.
Le scalette
Eric Martin
Daddy, Brother, Lover, Little Boy – Alive and Kickin’ – Take Cover – Wild World – To Be With You – Dancin’ With My Devils.
Geoff Tate
Anarchy-X – Revolution Calling – Operation: Mindcrime – Speak – Spreading the Disease – The Mission – Suite Sister Mary – The Needle Lies – Electric Requiem – Breaking the Silence – I Don’t Believe in Love – Waiting for 22 – My Empty Room – Eyes of a Stranger – The Answer – Jet City Woman – Silent Lucidity – Take Hold of the Flame – Queen of the Reich.
















