Con quel bel logo cromato ed angolare che rievoca gli anni ’80, cosa ci propongono questi svedesoni che rispondono al nome di Enforcer? diciamo.. un sound in bilico tra Heavy Metal classico di stretta derivazione U.S. Metal e qualcosa di più, diciamo, FM. Il loro sound è caratterizzato da moderate influenze comuni al Glam Metal (la performance vocale acuta ma strozzata un po’ alla Vince Neil, alcuni cori armonici nei refrain) nonché belle chitarre “gemelle” in puro stile NWOBHM. L’attitudine Metal è integra nei nostri. Come dimostrano l’iniziale “Die For The Devil”, potentissima, che assieme a brani dalla velocità più scavezzacollo come “Searching For You” e “Thunder And Hell” rappresentano l’anima più “true” del disco, mentre brani come la ballad “Regrets” (con degli arrangiamenti pianistici quasi alla Savatage, belli, non c’é che dire!) ed altri leggermente più orecchiabili, a volte ai limiti del Prog, come “Sail On”, rappresentano la parte più melodica del repertorio dei nostri. Eh sì, un equilibrio perfetto… nobilitato dalla produzione. Intendiamoci: la musica degli Enforcer risulta dichiaratamente legata ai migliori Eighties americani… però, vi assicuro che a questi livelli, si può definire un disco “attuale”. Perché “Zenith” mette d’accordo proprio tutti. I nostri sviscerano e distillano la parte nobile del Metal ottantiano con un piglio tutto “americaneggiante”, che spesso e volentieri mi ricorda i mitici Tyrant (ve li ricordate? Quelli di “Warriors Of Metal”). E incantano per quanto lo fanno bene. Soprattutto nella finale “Ode To Death”, dove siamo a livelli di epicità pura. Occhio agli Enforcer, poiché dimostrano di essere una band davvero valida.
Voto: 8,5/10
Alessio Secondini Morelli















