“Tu puoi lasciare la scuola, ma lei non lascerà mai te”. Andy Partridge
Dalla Francia arriva oggi nella redazione di GiornaleMetal.it il secondo bellissimo album dei Devoid, formazione che esce con questo Lonely Eye Movement per la nostrana Frontiers Records.
In questo caso la Label italiana ha davvero fatto centro, mettendo sotto contratto una band notevole sotto tutti i punti di vista. Un’uscita come questa riporta alla mente i tempi in cui c’era già una “scrematura” iniziale sui demo. I contratti erano affidati a band che avevano davvero quel qualcosa in più. Oggigiorno purtroppo il fenomeno del home recording e del “fai da te” sta saturando e soffocando il mercato discografico che già di suo, per altri ragioni è asfittico.
Tornando a questo ottimo Lonely Eye Movement abbiamo una band pienamente padrona del suo linguaggio artistico (anche se di derivazione Power-Prog Metal, i riferimenti a band come DGM, Pyramize e Circus Maximus è abbastanza palese). Ma quello che ci colpisce maggiormente è il modo con cui la band ci propone il genere, non il cosa ci propone. Le linee guida sono quelle assimilabili alle band già citate, ma la qualità della proposta è fresca, veloce, dinamica e tutto ruota attorno al fattore che più di ogni altro deve fare la differenza in questi casi: i pezzi, i brani. La band mette in gioco alcuni tra le canzoni più belle di quest’anno nel panorama Prog-Power europeo, brani come Man Without Fear, Waiting For The Storm, Mirror Maze, Wood And Wind sono autentici guizzi di genio metal che da tempo non si sentivano nel marasma dei “cloni” dei soliti nomi sacri (Dream Theater, Vanden Plas, Threshold, Enchant ecc).
La band capitanata dal preparatissimo guitar-hero Shad Mae, coadiuvato dagli ottimi Gwen Kerjan alla chitarre, Jorris Guilbaud alle testiere e Benjamin Lesous, adottano una stile articolato che apre sulle melodie, sui riff di stampo prog con ritmiche accattivanti, batterie non dedite a uno sterile tecnicismo, ma sempre al servizio della canzone. Il tutto avvalorato dal bravissimo cantante Carsten ‘Lizard’ Schulz che ricama su ogni canzone ottime melodie, ricche di dinamica e per nulla scontate.
Alcuni richiami sonori ai conterranei Gojira in In The Absence Of Holiness si sentono, ma non nella sua accezione negativa. Ciò significa che la band dei fratelli Duplantier è una realtà assoluta ormai nella panorama mondiale e che il suo stile si sta espandendo tra il nuovo modo di creare musica oggigiorno.
Interessantissimi sono in particolare due pezzi del lotto: Waiting For The Storm e Wood And Wind; il primo pezzo per una stupenda introduzione quasi anni ‘80 con un gusto da gruppo pop elettronico alla M83 o Electric Youth, davvero un pezzo che osa quel qualcosa in più e che da ampio respiro alla proposta della band, che non ha paura di sperimentare. E questa componente la ritroviamo nel secondo pezzo da me prediletto (Wood And Wind) dove una chitarra acustica con l’ausilio forse di un piezo-elettrico viene accompagnata da un’interessante sax contralto per ricamare melodie di ispirazione jazzy e fusion, ma con un’attenta cura delle rifiniture, riportandoci alla mente band straordinarie come la Dave Matthews Band. Se questi sono le basi del nuovo album dei Devoid non posso fare altro che promuovere a pieni voti il disco per alcune ragioni specifiche: in primis la qualità delle idee e dell’ottima produzione che rende tutto molto cristallino e perfettamente bilanciato senza esagerare nei limiti di dB e in secundis perché sento che la band non ha paura di osare e sperimentare…e quest’ultimo fattore è la sintesi fondamentale e assoluta del Progressive nella sua essenza.
La ricerca constante di nuove soluzioni è alla base della crescita musicale ed è per questo che definisce un genere in perenne PROGgressione.
“La verità raramente è pura e mai semplice”. Oscar Wilde
Voto 8/10
John Sanchez















