Non è certo una idea nuova, ma almeno il titolo lo potevano fare diverso a Cristina D’Avena, che ha fatto la stessa operazione , prima di Soto, chiamando la appunto Duets.
Superato dunque il trauma di vedere Soto che corre dietro a Cristina D’Avena, in attesa di fare il duetto dei duetti e vedere i due intonare insieme “Noi puffi”, gustiamoci una specie di greatest hits di tutte le partecipazioni del cantante reso famoso da Malmsteen e autore di alcune prove soliste veramente interessanti, come l’ultimo Origami.
La formula è molto semplice : Soto ha scelto alcuni brani dei vari dischi realizzati e li ha riproposti facendosi aiutare da cantanti del roster di Frontiers, più o meno adatti al genere proposto, in ogni caso grandi voci.
Il risultato finale è interessante, perché l’interpretazione vocale doppia crea delle atmosfere diverse, anche se non stravolge i brani che , tutto sommato, sono abbastanza fedeli all’originale.
Molto bene la band che supporta Soto e a me sono piaciute in particolare le tre chitarre di Leo Mancin, Howie Simon e Jorge Salan che si alternano in assoli molto brillanti, che conferiscono una aggressività ulteriore ai brani, alcuni non esaltanti, a mio parere.
Certamente, se si parla di originalità, il funky metal di “Color My Xtc” dei Talisman con Renan Zonta degli Electric Mob, trainato dal basso di Tony Dickinson rimane una delle song più interessanti, come il power di “Warrior”, brano di Axel Rudi Pell, che vede Soto duettare con Jhonny Gioeli degli Hardline.
Uno dei brani che preferisco della discografia di Soto, “Mysterious” dei Talisman non esce migliorato dall’accoppiata con Eric Martin dei Mr.Big, nonostante la qualità dell’ospite, mentre “Livin’ the life” , hard rock suonato originariamente con Rock Star, beneficia della voce di Erik Martensson degli Eclipse e della riconfigurazione dello spartito a sonorità direi più moderne.
Altro funky metal degli Hunanimal, “Again 2 B found” con l’inaspettato Mats Leven dei Candlemass, sorprende e intriga, “Calling all girls” rasenta l’aor e impegna Russell Allen dei Symphony X in una prova importante, sia pure con un brano, quello degli Eyes, non stratosferico.
Quando è stato presentato, questo Duets, qualcuno ha parlato di operazione senz’anima, studiata a tavolino da Frontiers che negli anni ha saputo progettare molte operazioni di questo tipo.
Personalmente non la penso così e credo che alla base la voglia di suonare e stare insieme si senta. Quello che mi rende perplesso, semmai, è la scelta dei brani che poteva essere diversa, a occhio, ma qui si entra nel territorio dei gusti personali.
Fra gli altri brani, segnalo ancora “ I’ll be waiting” dei Talisman con il brasiliano Alirio Netto, attore e cantante di Shaman, “Don’t let it end” di Malmsteen con Dino Jelusick degli Animal Drive, “Coming home” dei Soul Sirkus con il noto Deen Castronovo. Citazione d’ eccellenza invece per “Holding on” con Bj degli stessi JSS, brano lento e Believe in me, sempre della produzione solista, con la voce di Nathan James degli Inglorius che sta sempre più diventando una delle più interessanti del panorama musicale britannico.
voto: 7/10
Massimiliano Paluzzi















