Il buon Ivan, dopo averci deliziato con il live dei Violet Eternal, torna con un bis davvero notevole: il primo live (doppio) dei Derdian. Si tratta di una registrazione completamente priva di sovraincisioni, realizzata allo Shibuya Stream Hall di Tokyo in occasione dell’Evoken Fest 2024.
La band si è esibita in due giornate differenti, da cui nascono appunto Day 1 e Day 2, caratterizzati da scalette leggermente diverse. Ne risulta un lavoro autentico e genuino, che restituisce fedelmente l’esperienza del pubblico giapponese, con tutta l’energia e anche le piccole imperfezioni tipiche della dimensione dal vivo. Una scelta che valorizza il progetto, offrendo due prospettive complementari dello stesso evento.
Purtroppo il doppio live è disponibile solo in formato digitale (in attesa della pubblicazione fisica in DVD prevista per aprile), una mancanza non da poco per chi, come il sottoscritto, ama il supporto fisico.
Dal punto di vista artistico, la scaletta del Day 2 risulta leggermente più convincente rispetto a quella del Day 1, pur mantenendo entrambe un ritmo sostenuto e senza pause. Non mancano momenti spontanei e divertenti: nel Day 1, ad esempio, Ivan regala un siparietto in italiano ammettendo di aver rischiato di iniziare a cantare il brano sbagliato anziché quello previsto in scaletta.
Tra i brani chiave, “Black Typhoon” colpisce duro con la sua dedica ai bombardamenti di Osaka durante la Seconda Guerra Mondiale, mentre “The Hunter” chiude entrambe le serate, diventando il sigillo perfetto del live. Queste due tracce, presenti in entrambe le giornate, funzionano da vere e proprie colonne portanti, confermando la solidità del repertorio anche nella ripetizione.
È però nel Day 2 che emergono alcuni dei momenti più esaltanti: da “Evil Messiah”, uno dei miei brani preferiti, fino alla trascinante “Mafia”, introdotta con ironia attraverso una carrellata di stereotipi italiani (“Pizza, bel canto, mandolino… e Mafia!”) che strappa più di un sorriso. Il pezzo si apre con uno degli acuti più impressionanti di Ivan, dando il via a un brano anthemico dalle sfumature prog, che viene impreziosito dalle tastiere di Nusperli.
Straordinario anche il lavoro della sezione ritmica, sempre precisa e martellante, capace di sostenere l’intero impianto sonoro con una resa potente e credibile. Un risultato tutt’altro che scontato, considerando quanto spesso le produzioni live moderne — anche di band blasonate — risultino artefatte o eccessivamente simili alle versioni in studio.
La performance vocale di Ivan si conferma uno dei punti di forza assoluti: acuti potenti, presenza scenica e una notevole capacità interpretativa, evidente in brani come “Human Reset”, chiusa da uno dei suoi tipici acuti, seguito da un ironico fuori programma (“che caxxo vuoi?”) rivolto a un compagno di band. Episodi che, lungi dal risultare fuori luogo, rafforzano ulteriormente il senso di autenticità del lavoro.
Altro momento curioso arriva proprio in “The Hunter” (Day 2), con un siparietto tra Ivan e gli altri membri della band, incluso il bassista scherzosamente soprannominato “gatto”, accompagnato da un miagolio dello stesso frontman.
In definitiva, questo doppio live offre grande qualità musicale e trasmette una vera energia da palco, arricchita da momenti spontanei e divertenti che restituiscono l’immagine di una band affiatata, in perfetta sintonia, che vive la musica prima di tutto come passione.
In attesa del prossimo full-length, attualmente in fase di composizione, questo lavoro rappresenta un’ottima testimonianza della band nella sua dimensione più autentica. Un prodotto di grande valore per gli appassionati del genere, che privilegia l’autenticità rispetto alla perfezione, mostrando non solo la qualità musicale dei Derdian, ma anche il loro lato più umano e diretto.
Due serate, due setlist diverse, un unico obiettivo: catturare l’essenza più vera della band. Niente sovraincisioni, niente ritocchi: solo palco, sudore e passione. Qui si sente tutto passione, energia, interazione con il pubblico. In altre parole, un vero concerto.
Il verdetto è chiaro: questo doppio live è un atto di resistenza contro la sterilità di certa produzione moderna. Imperfetto? Forse sì. Ma vivo, diretto e dannatamente sincero. E oggi, nel metal, non è affatto poco.
Voto: 8,5/10
Stefano Gazzola















