“Warenta” è l’ultimo lavoro dei Deficenty band death melodica, con vaghe venature metalcore; i Deficenty per chi non lo sapesse è una band francese che fa uscire il quarto lavoro, appunto “Warenta”, per la Metal East Productions e dopo sei anni di silenzio si propongono a noi con questo lavoro interessante sotto molti aspetti.
E’ possibile che l’assenza per così lungo tempo sia riconducibile al fatto che hanno avuto cambi di lineup, e che la cosa non sia da escludere al cento per cento. Detto questo il loro modus operandi sullo spartito è parecchio interessante; sono formule “basiche” le dinamiche tipiche del death moderno, a cui, come ho scritto poco sopra, hanno forte componente melodica e delle scelte quasi(ri-sottolineo quasi) metalcore.
Si intersecano quindi trame a doppia chitarra tra riff granitici ed assoli con precisione chirurgica ed altrettanto arpeggi millimetrici di livello alto.
Contestualmente a quello troviamo della batteria a rullo compressione ed un uso duplice di voce, quella pulita e quella sia rabbiosa che in mezzo growl che arriva a volte vicino allo scream. Basso parecchio compresso che fa capolino “spesso e volentieri”
La combinata, e lo dico per la terza volta mica che non si capisse bene, tra death, death melodico e un mini accenno al metalcore permette di assaporare in modo succoso questo “Warenta” e di avere in mano un lavoro completo e corposo non solo sull’ambito tecnico ma pure quello empatico e emotivo. Segno che la band sa come fare e cosa fare per toccare le corde dell’ascoltatore.
“I am the misfortune herald” che ha anche la presenza di Bjorn “Speed” Strid (Soilwork, The Night Flight Orchestra), “A fire asleep”, “Ludma”, “The black book”, “The feathers” e la bonus track “Real is revealed” sono i brani che mi hanno colpito in faccia in modo brutalissimo.
Vi consiglio vivamente di ascoltarli e di dare loro più che un’opportunità, ne vale vivamente la pena e i soldi usati per quest’album sono investiti benissimo e non “spesi”.
I Deficiency con “Warenta” presentano un biglietto molto bello per la fama e la notorietà, peccato che non siano così spinti come si dovrebbe e che finiscano, come molte band nell’underground e nel “passa parola” di pochi.
Voto: 8/10
Alessandro Schümperlin
















