Con il festeggiamento dei 50 anni dell’Heavy Metal, accadono anche di queste cose. Gente già impegnata in altre bands decide di aggregarsi per un progetto creato apposta per il festeggiamento suddetto, per la durata, magari, di un solo album. Accade così che il bassista Mike Lepond dei Symphony X e il chitarrista Rod Rivera della Christian Metal band Rivera/Bomma mettano su velocemente un progetto come questi DeadRisen, per realizzare l’omonimo album alla velocità della luce, puntando esclusivamente sulla passione per la loro musica preferita. Un album di potente Heavy Metal, ben prodotto e ben suonato, con una produzione al passo coi tempi e piuttosto “tecnicheggiante” da tendere al consueto Prog Metal stile Symphony X. La band comprende anche l’ottimo cantante degli storici Heir Apparent Will Shaw, mentre il tastierista Tony Stahl suona nei Livesay ed il batterista Dan Prestup è membro dei Midnight Eternal. Un super-gruppo di musicisti internazionalmente noti in ambito Metal, insomma. Oltre che dei grandi fans del Metallo Pesante. La musica di cui si compone “DeadRisen” è, come dicevo, Heavy Metal tendente al progressivo, ma soprattutto di eclettiche influenze, come è possibile notare dagli intricati passaggi Fusion presenti su brani come “Chains Of Time”, dagli sprazzi di Prog di “Reach For The Sun” o addirittura da delle parti chitarristiche tendenti al Flamenco come in “The Maker”. Effettivamente, riguardo quest’ultimo elemento, si sente che Rivera è figlio di un chitarrista classico di musica tradizionale spagnola. Tutto ciò però non mina la qualità del songwriting, che si assesta su una buona media di brani Metal da assalto frontale, con delle vocals molto ben costruite ed eseguite con grande energia da Shaw, che si rende protagonista di un’ottima prova vocale per tutto l’album. “DeadRisen” si presenta insomma come un ottimo album di Heavy/Prog Metal, scaturito fuori da tutta la passione che questi cinque musicisti hanno in comune. E soprattutto un album dalle influenze piuttosto variegate, questo è importante, che fa capire quanto il miglior Metal di sempre nasca ancora oggi “metallizzando” elementi dei più disparati, provenienti da generi musicali differenti, e NON copiando esclusivamente riff e sequenze di note da un album Metal preesistente a caso. Altrimenti… i Padri del Metal da dove avrebbero originato la nostra musica preferita? Dimenticavo: a degna conclusione dell’album, è presente un’ottimale cover di “For Whom The Bell Tolls” dei Metallica. E il rituale del Metallo Pesante è completo!
Voto: 8/10
Alessio Secondini Morelli
















