I Cochise vengono dalla Polonia e sono famosi in casa loro non tanto per la loro produzione discografica, quanto per la notorietà come attore del loro cantante e leader del gruppo, Paweł Małaszyński, protagonista di diverse pellicole di successo.
La musica proposta dai Cochise non credo abbia un particolare interesse oltreconfine, un po’ perché si tratta di un grunge spompato con diversi brani cantati in polacco che fanno di questa band una sorta di Hollywood Vampires locale ma con poche cartucce da sparare in contesti più esigenti, musicalmente parlando.
Il disco non partirebbe male, perché la titletrack “World Upside Down” lascerebbe ben sperare, con un rock orientato all’hard dalla buona aggressività, seguito dall’altrettanto convincente “All the things”, song di rock energetico con chitarra orientaleggiante e diversi cambi di tempo. Da qui in avanti l’atmosfera si fa più cupa e si passa a un grunge piuttosto malinconico che conduce l’ascoltatore in territori piuttosto languidi con “Look through the leaves” oppure la seguente “Gimme danger” con la scontatissima rima fra danger e stranger che non appassiona più nessuno. L’idioma polacco si affaccia con “Czarne Serca” davvero malinconica e con una cantilena simile a quella di “Correct me”, dove il ritorno all’inglese non cambia questo grunge molto leggero, con le chitarre a basso volume che fanno accompagnamento e incidono davvero poco nell’economia di questo “World Upside Down”, settimo album in studio che segue il solco tracciato dai precedenti. Più dinamica “Black Flag” dove finalmente è accennato un assolo di chitarra, sia pure non indimenticabile, di Wojtek Napora, che suona su tutto il disco questo strumento. “Wish” è ancora grunge leggero, con una specie di invocazione a qualche dio pellerossa, almeno a giudicare dalle parole pronunciate. E’ song adolescenziale “Higher love”, dove appare di nuovo la chitarra per un assolo ancora una volta deludente. “Zing” è una canzone in polacco dalle sfumature quasi folk, con un finale gospel piuttosto sorprendente, che si discosta dal resto della produzione dei Cochise, che proprio in questi giorni hanno fatto un tour di 6 date tutte nella propria nazione di origine. La conclusiva “Z Nieba W Niebo” è una ballad che si basa su un tappeto sonoro di pianoforte e , a occhio, parla d’amore o qualcosa di simile. Non è nemmeno la più brutta del lotto, per un disco che non credo troverà tanti consensi ed estimatori, almeno nel mondo metal e dintorni.
Voto: 5,5/10
Massimiliano Paluzzi















