I Blood Of Angels, provenienti dalla Florida, escono per Sliptrick records e dopo l’uscita del loro “The fallen gods” del 2017 con tre tracce ora ci propongono un nuovo lavoro, il debutto sulla lunga distanza, dal titolo “Failure of faith” composto da 9 brani inediti e la cover dei Motörhead “I don’t need religion” in tema con il concept dell’album.
Stilisticamente parlando sono death vecchio stile, con l’aggiunta di rimandi tipici di fine anni ’90 sia del brutal death e sia del thrash death. La stranezza è che pur essendo nel ventennio del 2000 registrate male e mixate peggio. Volumi tutti sballati per le chitarre e i suoni delle stesse, altrettanto basso e batteria. Come se non bastasse anche la voce è fuori fase rispetto al resto della strumentazione; le registrazioni ed il mixaggio paiono della fine dello scorso secolo, ma nel male, con oneri e onori delle scelte fatte.
La batteria è gestita male per volumi e per mixing, rullante troppo alto di volume e soprattutto estremamente secco, quasi fosse stato estratto da registrazioni di Kreator e Canibal corpse dei primissimi album. La doppia cassa c’è ma viene sovrastata dal rullante; i piatti sono estremamente “liberi” e se parzialmente abbassati di volume, evidentemente per non invadere le frequenze acute della voce (poche pera altro) e delle chitarre, hanno delle code lunghe e tutt’altro che funzionali. I tom… non pervenuti correttamente.
Il basso si mischia con la doppia cassa e le chitarre sono registrate in modo errato per volumi e per mixing.
La voce sovrasta ogni cosa, quasi come se il mix fatto fosse per una voce, ed una “band” pop e non per una band metal.
Tutto mi sarei aspettato, ma non che una label come sliptrick avrebbe fatto uscire un lavoro così, senza dare qualche indicazione alla band prima. Perché va benbe il suono ruvido, arcaico, e germinale; ma un lavoro fatto male è un lavoro fatto male. Se pur ci fossero delle ottime idee e delle buone proposte il tutto viene vanificato dal mix imbarazzante ed un master peggiore per non dire
inesistente.
Confido che la band nel prossimo futuro possa mettersi in mano ad un produttore, o anche ad un “semplice” tecnico del suono serio, e che questi gli possa riorganizzare le scelte di mixer, perché penso e spero che questo “Failure of faith” sia il risultato di una serie di errori di campo per inesperienza e di “solitudione” da mixer.
Concludo con un pensiero alla band e volendo tirare le fila il più positivo possibile: “Failure of faith” è una enorme opportunità mancata per la band che pur avendo potenziale ha distrutto tutto con un mix ed un master imbarazzante.
Questo è un lavoro esclusivo per chi vuole materiale non solo ruvido, ma anche grezzo ed estremamente lo-fi. Per gli altri? Speriamo nel prossimo lavoro della band e che sia più curato di questo.
Voto: 4.5/10
Alessandro Schümperlin















