Curioso come le tendenze ad etichettare le band metal con voce femminile siano cambiate nel tempo, ferma restando l’errata definizione che invece persiste. Dalla fine anni 90 alla fine anni 2000, ad esempio, bastava una chitarra col distorsore e una voce femminile per etichettare una band come “gothic”: nulla di più sbagliato, il gothic metal è nato letteralmente coi Paradise Lost che non avevano nemmeno voci femminili. Successivamente, lo sviluppo di band come i Nightwish e i Within Temptation (che ai tempi venivano – falsamente, appunto – etichettate come “gothic”) ha provveduto a modificare la tendenza spostandola verso il “Symphonic Metal” (nato invece in ambito progressive/neoclassico) e da quel momento tutte le band metal con voce femminile vengono inserite nel filone sinfonico anche se poi a conti fatti non hanno nulla di accostabile. Gli stessi Within Temptation si sono allontanati dalle sinfonie dei primi album per riversarsi in un metal più moderno e catchy, a tratti persino pop. E questo è un male? Assolutamente no: il mondo è bello perchè è vario e io apprezzo sia i vecchi che i nuovi loro album. Sotto l’influenza musicale dei “nuovi” Within Temptation, intorno al 2014 nacquero i tedeschi “Beyond The Black”, formazione tuttora molto poco conosciuta in Italia ma di elevato successo in Germania, nel nord-est Europeo e persino in Giappone; band peraltro molto prolifica, in quanto in appena 11 anni ha rilasciato ben 6 album raffinando, ripulendo e consolidando il sound ad ogni successiva uscita. Ammetto che ai tempi del loro disco d’esordio mi rimasero impressi maggiormente per il particolare carisma di Jennifer Haben, talentuosa frontman del gruppo e bellezza molto da “ragazza della porta accanto”: la tipica ragazza “alternativa ma trendy” molto alla mano verso cui si perde facilmente la testa durante le superiori. Musicalmente erano ancora piuttosto acerbi però, e non nego che pensavo fossero una delle tante band derivative con ben poco futuro davanti. Invece sono felice di essermi sbagliato: i Beyond The Black hanno dimostrato di saperci fare, di sapere cosa migliorare e cosa lasciarsi dietro, e ogni album che veniva rilasciato aggiungeva un progresso aggiuntivo nella loro crescita sonora.
Il nuovo album si intitola “Break The Silence” ed è stato rilasciato circa due settimane fa tramite la Nuclear Blast: l’apporto dell’etichetta discografica si sente e non poco: suoni puliti, potenti, aggressivi, molto curati. Capisco che molte persone apprezzino le sonorità più sporche e grezze, volontariamente vintage, ma io non sono di certo fra questi. L’album suona molto deciso sin dalle prime note e trasmette immediatamente quella che poi sarà la struttura di tutte e dieci le tracce che lo compongono: un metal molto moderno e melodico, che strizza l’occhio alla musica pop e che include alcuni inserti e cori tribali capaci di rendere il risultato sempre vario e accattivante. Musicalmente ogni componente fa il suo dovere in maniera eccelsa e ancora una volta la voce di Jennifer sa colpire e stupire: pulita e fresca come una cascata in estate e caratterizzata da una perfetta pronuncia sia inglese che tedesca e persino francese. L’album scorre via veloce e non ha pezzi filler, tuttavia sono tre le tracce che mi sento di isolare dal resto (in senso ulteriormente positivo): “Ravens”, power ballad dedicata quasi sicuramente ai fans della band (che si definiscono, appunto “Ravens”); “The Art Of Being Alone”, massiccio singolo all’avanguardia che vanta la presenza di Chris Harms (Lord Of The Lost) il quale ne arricchisce l’oscura composizione col suo cantato caldo e languido che sfocia in uno screaming lacerante; infine cito la mia traccia preferita dell’album, “Let There Be Rain”, inno alla pioggia che lavi via ciò che è sporco e che faccia rifiorire i Giardini con una nuova primavera: un motivo che non vuole lasciar via il mio lettore e che mi ha spinto istantaneamente a comprare il disco, dopo avermi fatto (letteralmente!) piangere per l’emozione anche grazie alla Dodola (invocazione corale alla pioggia dei popoli balcanici) sapientemente inserita nell’intro e nei ritornelli del pezzo.
Sono davvero contento di poter riconfermare l’assoluta qualità della musica dei Beyond The Black, autori – con “Break The Silence” – di un album di indiscusso valore che consiglio non solo agli amanti del genere ma anche a chi è lontano dalle sonorità anche solo vagamente metal ed è in grado di apprezzare un lavoro sopraffino.
Voto: 8,5/10
Francesco “Grewon” Sarcinella















