Ci sono storie che vanno raccontate. Ci sono musicisti forse meno conosciuti ma per i quali è giusto dar visibilità ai loro sforzi artistici ed alla loro dedizione. E’ questo il caso di Alberto Molesini, in arte Baro, bassista, polistrumentista, cantante, compositore ed una vita dedicata al rock progressivo, fin dalla fine degli anni 70. Fermo restando la collaborazione con varie bands, tra cui Hydra e Marygold, è con la sua prima creatura La Sintesi ed in seguito come Baro Prog che estrinseca una vena artistica sempre in crescendo e sublimata con quest’ultimo bellissimo Prog-jet IV: Aionverse. Nel frattempo, va detto che è dal 2019 che Baro è passato sotto l’ala protettrice dell’Adromeda Relix, che si è presa cura di riproporne l’intera discografia dopo un lavoro di restyling negli arrangiamenti e l’aggiunta di qualche variante: nel 2019, in confezione doppia, Lucillo e Giada e Topic Würlenio (originariamente pubblicati nel 1981 e nel 1983), poi nel 2021 Utopie (risalente agli anni 90). La peculiarità di questi lavori è che si tratta di album concept con ottimi riscontri da parte della critica che hanno incoraggiato il nostro a proseguire la strada precedentemente tracciata fino ad arrivare ad oggi… Come dicevamo, quest’ultimo (bellissimo) lavoro si presenta bene fin dalla splendida ed immaginifica copertina, che ricorda quelle più famose delle Orme di Walter Mac Mazzieri e racchiude una vera e propria opera rock incentrata su tematiche esistenziali e profonde come la creazione, l’eternità, l’immortalità dell’anima ed il rapporto col divino. L’epopea di due gemelli caratterialmente diversi tra loro che prendono strade diverse nella vita, attraversandola tra mille interrogativi, per poi ritrovarsi dopo la morte dei genitori. Potete immaginare quindi quanto caleidoscopica e variegata possa essere la tracklist, dovendo descrivere un ampio ventaglio di situazioni, atmosfere, umori, introspezioni… L’arma vincente di questo lavoro è la vena compositiva di Alberto, che pur alternando qui tutti gli ingredienti tipici del prog come parti strumentali complesse, progressioni ritmiche, momenti ora acustici, ora sinfonici, rock, jazz e world music, non perde mai di vista la resa armonica dell’insieme. Pur distillando qui e li tutte le sue influenze, quelle di band straniere come Yes (prima di tutto), King Crimson, Gentle Giant, anche più moderne come Ayreon e Flower Kings, così come di quelle italiane come Banco, PFM e New Trolls, il nostro ha impresso all’opera un mood estremamente personale ed anche in vere e proprie suite come Flow Of Life e Crossing Pathways pts d-g, i brani più lunghi, si è preoccupato di curarne la melodia, caratteristica che da sempre contraddistingue la musica del belpaese. Splendide davvero le parti vocali corali così come quelle soliste e la loro perfetta alternanza tra i numerosi ospiti, che impersonano i vari personaggi della trama, tra i quali spiccano Jacopo Meille (Tygers Of Pan Tang), Andrea Vilardo (Blind Golem) Heather Findlay (Mostly Autumn, Ayreon). Gli aspetti appena enunciati rendono l’ascolto del disco davvero godibile ed avvincente e non è affatto scontato, laddove non poche opere di questo tipo scadono nello stucchevole. Notevole il parco dei collaboratori schierato per la realizzazione del lavoro. Inoltre, lo stesso Alberto, pur essendo il basso il suo strumento principale che suona con notevole destrezza, si è occupato di chitarre, tastiere e voci. Ovunque gli arrangiamenti, così come gli spunti solistici, sono misurati e funzionali alla resa sonora finale. Ed anche la confezione del cd, oltre allo splendido artwork di cui abbiamo parlato in apertura, racchiude un corposo libretto illustrato e zeppo d’informazioni. Insomma, ancora un colpo andato a segno per Andromeda Relix, che lo pubblica e che riesce ad ottenere sempre risultati lusinghieri grazie ad una scelta oculata, tesa ad ottimizzare i suoi sforzi, degli artisti che vanno a comporre il suo roster.
Voto: 9/10
Salvatore Mazzarella















