Chi pensa che un genere particolare come lo sludge metal mischiato al più funereo doom sia solo di matrice americana o inglese, si sbaglia di grosso, perché abbiamo la fortuna qui in Italia alcune band che sotto questo aspetto fanno davvero “paura”, in senso positivo ovviamente. In questo caso ci stiamo riferendo ai varesini Athon, che nascono come cover band sui generi di Mastodon, Black Tusk, Baroness e altri, nel 2014. Dopo l’unione in line up di Manu (voce / basso) nel 2017, decidono bene di iniziare a scrivere brani propri. Quello che ne viene fuori è l’omonimo album Athon, che consiste in cinque brani, per una durata superiore alla mezz’ora abbondante, ove questi ragazzi mostrano tutto l’amore verso delle soluzioni che rispecchiano comunque il loro modo di essere e vivere la musica. Iniziano in modo piuttosto serio e deciso con i sette minuti e mezzo di Kaleidogscope, dove ci fanno capire già, di che pasta sono fatti. Una cosa che non abbiamo detto è che si tratta del loro debutto ufficiale tra l’altro. Suoni cupi, graffianti, pesanti come un macigno e una voce che descrive in modo personale ed espressivo ciò che loro vogliono esternare. La seconda canzone Dakhma, condita comunque da grande personalità, richiama alla mente parecchio i vecchi e grandi Cathedral, quelli sul versante heavy doom, tanto per capirci al volo. Brano decisamente convincente e trascinante, in quanto ricco di richiami puramente heavy come da migliore tradizione. Un altro tassello che alza di parecchio il livello della già ottima qualità è sicuramente il primo singolo estratto dall’album in questione, ovvero la granitica ed espressiva Reverse Satyr, che con i suoi sei minuti e trentasette secondi mette in riga molti dei nomi più noti all’interno della scena sludge/stoner/doom, questo è poco ma sicuro. Ovviamente quelle che sono le varie influenze che vanno da High On Fire, passando per Sleep, Melvins o Bison si avvertono in modo comunque molto personale, in quanto facenti parte della stessa corrente musicale possiamo dire. Chiudono questo primo e interessante album di debutto intitolato Athon, altre due chicche: The End e Aabsinthe, che confermano ulteriormente la grande validità di questa formazione tutta italiana. Siamo comunque certi che questo lavoro li metterà in mostra anche fuori dai nostri confini nazionali, pensate un pò… questo è solo l’inizio.
Voto: 8/10
Sandro Lo Castro
















