A tre anni dall’ultimo Emperors and Fools, gli statunitensi ASHES OF ARES tornano con New Messiahs, quarto album in studio che vede ancora al microfono il carismatico Matt Barlow, ex voce degli Iced Earth. Il gruppo propone un power/prog metal ricco di ambizioni, con un impianto compositivo complesso e una produzione moderna, ma il risultato complessivo mostra qualche incertezza di troppo.
L’album si apre con Novus Ordo, brano introduttivo che dà il tono a un disco variegato ma a tratti dispersivo. La title track New Messiahs tenta di bilanciare potenza e melodia, ma soffre di un arrangiamento sovraccarico che limita l’impatto diretto. Two Graves e Where You Go evidenziano l’ottima prestazione vocale di Barlow, ma la struttura delle canzoni a volte appare eccessivamente elaborata, a discapito della fluidità.
Tra i pezzi più riusciti c’è Wake of Vultures, che con i suoi quattro minuti e diciassette secondi propone un buon equilibrio tra riff potenti e melodie memorabili, anche grazie a un lavoro di chitarra solido e ben curato. Tuttavia, brani come Infection Deception e Atrophy soffrono di un’esecuzione meno incisiva, con passaggi che a tratti rallentano il ritmo del disco.
Keep on Walkin’ si distingue per un’atmosfera più riflessiva, mentre The Hawk and the Dove torna a un metal più aggressivo e ritmato. Lust to Feed e From Hell He Rides mantengono alta l’energia ma non riescono a superare la barriera della prevedibilità. La chiusura con la cover di And the House Fell Down di Elton John è una scelta coraggiosa che però risulta poco integrata nel contesto del disco.
Dal punto di vista tecnico, la produzione è pulita e valorizza la voce di Barlow e le chitarre, che mostrano tecnica e cura negli arrangiamenti. Tuttavia, l’eccesso di stratificazioni sonore e qualche sbilanciamento nella dinamica rendono l’ascolto a tratti faticoso, penalizzando la coesione del lavoro.
New Messiahs è un album che non manca di spunti interessanti, ma che paga un certo eccesso di ambizione compositiva e una mancata sintesi tra progressive e power metal. Un disco da ascoltare con attenzione, soprattutto per gli appassionati del genere e per chi segue il percorso di Matt Barlow, ma che avrebbe potuto essere più incisivo.
Voto: 6,5/10
Maurizio Mazzarella















