Quarantacinque anni di carriera, una storia indissolubilmente legata al grande metal americano e un nuovo capitolo che arriva dopo un’attesa lunga dieci anni. Gli Anthrax, titani dell’heavy metal newyorkese nominati ai Grammy®, sono pronti a pubblicare Cursum Perficio, il loro dodicesimo album in studio, in uscita il 18 settembre per Nuclear Blast Records e Megaforce Records in Nord America.
La formazione è quella composta da Scott Ian alla chitarra, Charlie Benante alla batteria, Frank Bello al basso, Joey Belladonna alla voce e Jonathan Donais alla seconda chitarra. Il nuovo lavoro arriva a dieci anni di distanza da For All Kings, album che nel 2016 aveva debuttato nella Top 10 della Billboard 200.
Il titolo Cursum Perficio, espressione latina traducibile come «il mio viaggio è giunto al termine» oppure «completo il mio viaggio», assume così un significato particolarmente simbolico. Non è, precisano gli Anthrax, un annuncio di addio, ma la fotografia di un percorso artistico arrivato a una nuova e importante tappa.
Un album nato dopo un lungo viaggio
La gestazione di Cursum Perficio è stata lunga e complessa. Nel 2022 la band ha lavorato seriamente alle registrazioni, scegliendo come sede lo Studio 606 di Dave Grohl, a Los Angeles. Il disco è stato prodotto da Jay Ruston insieme agli Anthrax e nasce dalla volontà di guardare al passato senza rinunciare alla ricerca di nuove soluzioni sonore.
«È stato un lungo viaggio, dall’ideazione alla realizzazione di questo album», racconta Scott Ian. «Avremmo dovuto pubblicarlo nel 2020, ma l’universo aveva altri piani per tutti. Dopo la pandemia, siamo finalmente tornati a essere una band».
Per Ian, proprio quel ritorno alla normalità ha rappresentato uno degli elementi fondamentali del disco.
«Quando abbiamo iniziato a lavorare al disco, eravamo semplicemente felici di essere di nuovo insieme in una stanza. Era così emozionante che ci siamo sentiti come rinati. Tutta quell’energia e quelle emozioni sono confluite nella musica. La paura di essere costretti ad abbandonare le nostre vite e la gioia di ritrovarci sono presenti in ogni brano».
«Il nostro percorso è giunto al termine»
A spiegare l’origine del titolo è Charlie Benante, che racconta di aver trovato l’espressione durante la visione di un documentario dedicato a Marilyn Monroe.
«C’è stata una crescita enorme tra Worship Music nel 2011 e Cursum Perficio. Questo album è il culmine di tutto ciò che abbiamo imparato. Stavo guardando un documentario su Marilyn Monroe e ho visto la scritta “Cursum Perficio” su una piastrella nella sua ultima casa. Quando ho scoperto cosa significasse la frase, mi è subito sembrata chiara».
Il batterista precisa però il significato che la band attribuisce a quelle parole.
«Non stiamo dicendo che questo sia il nostro ultimo disco, ma il nostro percorso è giunto al termine. Credo che abbiamo portato a termine il nostro compito».
Un concetto che Scott Ian collega direttamente alla lunga evoluzione degli Anthrax.
«Abbiamo dovuto realizzare Fistful Of Metal e Spreading The Disease per poter scrivere Among The Living. Allo stesso modo, ci sono voluti Worship Music e For All Kings per poter scrivere Cursum Perficio. Paragono molto questo disco ad Among The Living.»
Frank Bello: «Sappiamo chi siamo»
Il bassista Frank Bello sintetizza così lo stato d’animo della band davanti a questo nuovo capitolo:
«Abbiamo dato tutto. Sappiamo davvero chi siamo come Anthrax, cosa ci eccita e cosa dobbiamo fare. Non credo che nessuno sappia cosa ci riserva il futuro, ma siamo più affamati che mai».
E la promessa per gli anni che verranno è altrettanto netta: «Da ora in poi, daremo il massimo per ogni singolo, fottuto minuto».
It’s For The Kids, una lettera d’amore ai fan
A fare da apripista all’album è It’s For The Kids, primo singolo accompagnato da un videoclip che vuole rappresentare l’anima più immediata e aggressiva della band.
Per Scott Ian, il brano è soprattutto un omaggio a chi ha seguito gli Anthrax nel corso dei decenni.
«Un mio amico mi ha detto: “It’s For The Kids è una vera e propria lettera d’amore ai vostri fan”. Ed è esattamente quello che volevo».
Ian descrive il pezzo come un ritorno alle origini: «L’album aveva bisogno di un brano thrash di quattro minuti che richiamasse il nostro primo periodo. Che si tratti dell’aggressività o del ritornello potente, rappresenta il meglio degli Anthrax in un concentrato di rabbia di quattro minuti».
Anche il videoclip segue questa filosofia, richiamando esplicitamente l’immaginario di Madhouse, uno dei brani e dei video più iconici della storia della band.
«Per il video, volevamo rifarci al video di “Madhouse”. Tematicamente aveva senso e quest’idea ci ha permesso di condividere l’esperienza con i nostri fan. Con tutti noi!».
Charlie Benante: «Una delle mie canzoni preferite»
Anche Charlie Benante considera It’s For The Kids uno dei momenti più riusciti dell’album.
«Il video di “It’s For The Kids” è venuto davvero bene. Non mi piace particolarmente girare video, ma questo aveva elementi che adoro. C’erano i fan, si sono presentati, si sono divertiti, e vederli divertirsi mi ha fatto apprezzare ancora di più il video».
Il batterista sottolinea soprattutto la reazione del pubblico al primo ascolto.
«Ascoltare la canzone per la prima volta, la loro reazione e l’interazione con loro sono stati fantastici. Penso che il regista abbia fatto un ottimo lavoro».
Musicalmente, Benante individua nel brano una particolare tensione ritmica.
«È una delle canzoni che ho trovato più potenti, e il riff e il ritmo che la accompagnano sono quasi come un tiro alla fune, una specie di tira e molla. C’è questa tensione, la batteria suona a una velocità incredibile e le chitarre si muovono a velocità quasi da un quarto».
E conclude con una definizione che riassume perfettamente lo spirito del singolo: «Una delle mie canzoni preferite dell’album e uno dei miei riff preferiti. Credo davvero che questa canzone sia un regalo per i fan degli Anthrax che ci hanno seguito in tutti questi anni. In pratica, questi sono gli Anthrax al loro meglio. Metal melodico, veloce e travolgente».
Joey Belladonna: «È puro stile Anthrax»
Per il cantante Joey Belladonna, il brano possiede immediatamente quella caratteristica capacità degli Anthrax di riconoscere una canzone destinata a funzionare.
«Quando sento certi brani, penso subito: “Voglio fare questa canzone. Potrebbe avere successo”. Anche la prima volta che ho iniziato a cantare un pezzo come “Madhouse”, ho capito subito che sarebbe stato un pezzo forte. Lo sai e basta».
Belladonna parla di un album caratterizzato dalla varietà, ma identifica in It’s For The Kids una delle espressioni più autentiche dell’identità della band.
«Per me, “It’s For The Kids” è puro stile Anthrax. Ha molta grinta e un bel pugno. Vocalmente è davvero in forma. È stato decisamente divertente lavorarci su e metterci tutta la mia energia».
Jonathan Donais: «Veloce, aggressivo e orecchiabile»
Anche Jonathan Donais sottolinea il legame tra il nuovo singolo e la tradizione thrash della band.
«It’s For The Kids è un pezzo thrash diretto e senza fronzoli. È veloce, aggressivo, orecchiabile e sicuramente sarà divertente da suonare dal vivo».
Il chitarrista apprezza inoltre la scelta estetica del videoclip.
«Adoro l’atmosfera retrò ispirata al “manicomio” di questo video. Coinvolgere i fan e catturare le loro reazioni a una nuova canzone aggiunge un’energia che si fa sentire davvero».
Frank Bello: «Non vedo l’ora di suonarla dal vivo»
L’entusiasmo è condiviso da Frank Bello, che guarda già alla dimensione live del nuovo brano.
«Non vedo l’ora che la gente ascolti “It’s For The Kids”! Questa è una canzone potente e trascinante con un ritornello davvero orecchiabile, una combinazione tra il classico stile degli Anthrax e quello attuale».
Il bassista ricorda anche le condizioni particolari nelle quali è stato realizzato il videoclip.
«Non vedo l’ora di suonarla dal vivo! Mi sono divertito un mondo, anche se al freddo, a girare il video. È un video fantastico, pieno di energia, con un gruppo di fantastici fan degli Anthrax che si divertono in una giornata gelida in Pennsylvania. Il metal ci ha tenuti tutti al caldo».
Un nuovo capitolo nella storia degli Anthrax
Cursum Perficio si presenta dunque come la sintesi di un percorso iniziato quasi mezzo secolo fa e costruito attraverso album, concerti, cambiamenti, difficoltà e una costante capacità di rinnovarsi senza perdere la propria identità.
Il nuovo disco non vuole essere un punto finale, nonostante il significato letterale del titolo. È piuttosto il completamento di una fase, il risultato di tutto ciò che gli Anthrax hanno imparato e vissuto lungo la strada.
Il loro viaggio li ha condotti fino a Cursum Perficio, una nuova pietra miliare potente, aggressiva e poetica nella lunga storia della band newyorkese. E con It’s For The Kids gli Anthrax scelgono di celebrare quel percorso nel modo più diretto possibile: tornando a suonare il loro metal, davanti ai propri fan, con la stessa energia di sempre.
















