Ammetto di non essere fan della prima ora di Anneke Van Giersbergen, ho impiegato parecchio a capire i The Gathering, ma solo dopo averla sentita insieme al genio di Devin Townsend ne ho compreso la vocalità ed ho goduto delle sue capacità.
Ma parliamo di lei, e non di me, Anneke si presenta a noi con un nuovo lavoro, il venticinquesimo della carriera ; dopo il debutto coi Vuur di tre anni fa e la collaborazione per Gentle Storm, due progetti piuttosto metal diciamo, ora lei propone questo lavoro estremamente soffice, morbido ed introspettivo dal titolo: “The darkest Skies are the brightest”.
Album intimo per la scelta esecutiva: voce e chitarra acustica in primo piano, quindi leggere percussioni, archi, fiati, qualche controcanto e null’altro. Va ammesso c’è persino un colpo di chitarra elettrica, ma solo uno e di pochi secondi, quindi lo definiamo acustico; non facciamo i puntigliosi.
Ovviamente essendo così scarno di suo il gruppo di idee per i componimenti, vien da sé che gli arrangiamenti sono altrettanto scarni; ma non è ovviamente un demerito, anzi…
Le scelte di campo rendono le tracce dei bellissimi corollari e delle bellissime cornici alla voce di Anneke; la quale dimostra oltre ogni ragionevole dubbio aver la voce che è un gioiello sotto ogni aspetto.
Oltre alla capacità intrinseca di cambiare genere e “strada”, pur rimanendo fedele a se stessa, Anneke nelle interviste correlate a questo lavoro ha ammesso che la sua idea iniziale era quella di fare dei componimenti che potessero dare un seguito al debutto dei Vuur, ma le melanconie e le atmosfere uscite, causate anche dalla situazione mondiale derivata dalla pandemia, hanno portato a fare un lavoro che non sarebbe stato funzionale per i Vuur e quindi lo ha fatto uscire come album solista; riportando indietro le lancette a quello che fu il periodo 2009-2013 in cui lei fece 4 album solisti (che per altro vi consiglio di ascoltare).
Che dire… undici brani che sono undici perle di egual valore ed egual bellezza; ovviamente se vi piacciono album melodici, acustici e con un cantato femminile molto bello. “The end”, “The soul knows”, “Losing you”, “Survive”, “Agape” e “My promise”, che è anche uno dei singoli, sono i brani che ho apprezzato maggiormente. Menzione speciale per “Hurricane” che ha un suo appeal estremamente curioso ed allo stesso tempo strega. Più di altre volte vi invito ad ascoltare questo lavoro e ad assimilarlo.
Anneke Van Giersbergen riesce a dare un senso di pace e di serenità pur raccontando cose non semplici come le emozioni di un anno orribilis come il 2020. Nuovamente si dimostra veramente capace di essere coerente pur cambiando strada, dimostra come si possa dare emozioni, dare messaggi senza dover per forza costringersi in strutture “dovute”. Nuovo gioiello per quest’artista olandese e vi consiglio vivamente, e nuovamente, di far vostro questo album, vi farà bene all’anima.
Voto: 9/10
Alessandro Schümperlin















