Il terzo album degli svedesi Ambush, sempre pubblicato dall’agguerritissima High Roller Records, ci mostra un quintetto nato sotto il più fervente Culto del Metal Classico, quello di pura derivazione NWOBHM, con un’attitudine ed una convinzione davvero coinvolgenti. I riffs, gli assoli armonici a doppia chitarra, i ritmi forsennati e la performance vocale pulita ed allo stesso tempo potente del singer Oskar Jacobsson… sono tutti gli elementi mobilitati alla riscoperta ed alla restaurazione del quasi ancestrale Illo Tempore musicale Britannico 1979/1980. Nel corso degli infuocati 10 brani di cui si compone “Infidel”, viene riproposto tutto il ventaglio di stilemi che compongono la più nobile forma espressiva del Puro Metallo Pesante. Sovente con una certa propensione alla melodia “Classy”, come in “Hellbiter”, già rilasciata come singolo (e videoclip) apripista dell’album. Non da meno, il disco in questione è valorizzato da una produzione alquanto nitida e relativamente attualizzata, così che i nostri possano aver modo di rappresentare con la giusta dovizia la miglior espressione sonora e concettuale del Classico British Metal anche al pubblico del 2020. Nonostante la presenza di un paio di episodi forse non perfettamente riusciti, come la finale “Lust For Blood”, il terzo album degli Ambush è valido abbastanza da partecipare del globale ritorno in auge in pompa magna che la versione più Classica dell’Heavy Metal sta vivendo in questi ultimi anni della storia della nostra martoriata Madre Terra (ogni riferimento all’emergenza coronavirus è puramente voluto). Teniamo fede quindi al Culto, o Defenders. E diamo una possibilità agli Ambush.
Voto: 8/10
Alessio Secondini Morelli
















