Il romanzo “Hermeneutics” di Alessandro Schümperlin è inquadrabile come uno dei tre elementi facenti parte del complesso dell’opera d’ingegno che porta lo stesso titolo, comprendente anche l’ultimo album dei Blut (di cui Schümperlin è fondatore e cantante/liricista/songwriter) ed un bellissimo mazzo di arcani maggiori dei tarocchi realizzati appositamente per l’occasione dalla Nick Xas Production e stampati da Ludocards (lo stesso album dei Blut è composto di 22 brani, uno per ciascun arcano). Parlando del romanzo, il nostro si è divertito a trasformare i cinque membri della band in altrettanti personaggi di un’avventura tra thriller, orrore gotico e cyberpunk, ambientata in una Torino dall’atmosfera fortemente esoterica dell’anno 1889. Diversi sono gli elementi interessanti contenuti nell’opera in questione. A partire dagli stessi protagonisti, descritti come esperti di diverse “eccentriche” discipline concernenti (fanta)scienza, occulto e paranormale, ognuno dei quali nasconde un passato più o meno torbido, che verrà almeno parzialmente svelato durante lo svolgimento della storia. I nostri compongono una sorta di eccentrico Club Esoterico, e un giorno vengono invitati ad una festa un po’ particolare. Da lì partirà un intreccio di eventi che porterà i nostri eroi quasi-negativi a scoprire che una certa associazione occulta sta cercando di eliminarli… mi fermo qui perché non voglio svelare la trama. Vi basti sapere che tanto l’ambientazione torinese (ricordiamoci che la tradizione magica vuole questa città come vertice di ben due “triangoli occulti” comprendenti altre città europee), quanto l’elemento ricorrente delle carte dei tarocchi (tanto dell’ambientazione della festa, svoltasi nella Reale Casa dei Tarocchi realmente esistente a Torino dall’anno 1738, quanto nelle rime introduttive di ogni capitolo) sono elementi basilari nello sviluppo della storia. A tutto ciò possiamo aggiungere l’intreccio con eventi storici come la nascita di Amedeo di Savoia-Aosta, con trame fantastiche prese a prestito dalla mitologia Lovecraftiana e varie discipline magico/esoteriche (vengono citati addirittura i Paleros). L’autore ha saputo organizzare tutti questi elementi a cornice di un’avventura piuttosto avvincente, a metà strada tra thriller e mistery story, usando uno stile narrativo scorrevole, pieno di acume e contemporaneamente ricco anche del giusto sense of humor (nero, il più delle volte). Non capita di rado di trovarci difronte ad un’opera composta da libro+disco, ma debbo dire che nel suo complesso l’opera letteraria in questione risulta estremamente piacevolezza e di grande intrattenimento, soprattutto per coloro che con le suggestioni esoteriche (le quali rappresentano uno degli immaginari più classici di sempre del genere Metal) vanno particolarmente a braccetto. Lettura caldamente consigliata.
Voto: 10/10
Alessio Secondini Morelli















