Ammetto che gli Ævangelist non li avevo mai sentiti prima d’ora e debbo dire che sono andato a cercarmi in rete un po’ di informazioni su di loro ed ascoltare anche dei lavori pregressi, per capire il loro metodo di approccio alla musica. Vi anticipo che la recensione sarà parecchio lunga, per darvi il senso di cosa è capitato per arrivare a questo che è il loro terzo album ma allo stesso tempo sarebbe il decimo lavoro.
Questo duo si presenta a noi con una traccia sola da ben 46 minuti e rotti. Ammetto che mi sarei atteso del materiale particolarmente ostico, ma nel complesso è meno invasivo di quanto preventivato; ma andiamo per gradi: prima vi scrivo un po’ della loro storia che risulta particolarmente equivoca.
Va detto che purtroppo la band ha più magagne che album al proprio capezzale.
Nella prima formazione Matron Thorn ricevette accuse di violenza sessuale da parte di una fan, o per esser precisi di tentato stupro, via facebook e viene sottinteso una cosa simile anche da Ascaris (voce, sax e violoncello di allora) mentre risponde alla fan, per cui la band si sciolse, con accuse piuttosto pesanti.
Inoltre Ascaris in un’intervista non perdonerebbe a Matron il proprio coinvolgimento con “l’ordine dei 9 angoli” (setta di impronta satanista, si dichiarano “satanasiti del vecchio ordinamento”, con connivenze strane quali infiltrazioni in gruppi islamisti, anarchici e neonazisti al fine di distruggere la società occidentale); quindi il materiale dal 2021 al 2018, 6 album, è con una, ma secondo Ascaris LA, formazione e TEORICAMENTE dovrebbe concludersi li, sentendo il 50% della band.
Attenzione che dal 2019, stesso nome, con all’attivo un EP e tre album di cui ben due nel 2020 “rispuntano” nuovamente come Ævangelist.
Va detto che ad oggi le problematiche dell’accusa sono rimaste non chiare sia dal ex membro, e sia da parte della fan. L’unica cosa che si sa è che ci sono stati alcuni post della fan che dichiarava l’agire equivoco, parrebbe che il tentato stupro fosse “giustificato” dallo stesso Matron dal fatto che egli fosse ubriaco e che nei fatti la fan sarebbe solo alla ricerca di e cito “munger latte” da lui per un accordo economico e nulla più. Tutto questo ovviamente solo su facebook, ci vien dato sapere, e nello specifico sulla pagina della band e non nelle sedi legali corrette. I post “incriminanti” sono stati cancellati, ma non abbastanza velocemente dato che la stessa Ascaris li ha poi ripostati per dichiararsi 1 estranea a tutto ciò, 2 di esserne parzialmente vittima, 3 fonte di scioglimento della band e 4 fonte di accusa da parte di Matron di esser stato estromesso dalla gestione della pagina il 31 dicembre 2018 per cui dal 2019 lui avrebbe “rifondato” la band con un altro vocalist ed ovviamente una nuova pagina facebook.
Detto ciò Ascaris dichiarò che Ævangelist fosse una band morta dato che era frutto della combinazione delle loro reciproche anime. Matron dal canto suo dichiara di essere LUI l’Ævangelist e quindi va avanti con lo stesso nome ma con un’altra persona alla voce: l’ex cantante degli Anorexia nervosa Stéphane Gerbaud.
Ora entriamo nel vivo della traccia. Musicalmente è provante come ascolto, siamo effettivamente in ambito avantgarde con derive quasi rumoristiche ed ambient, ma molto meno rispetto al passato, intrusioni di loop, rantoli e urla ancestrali, chitarre dissonanti; una batteria che è primordiale e “viva”, ma cambia in elettronica e quasi chill-out; synth che si insinuano come la brezza mattutina da uno spiraglio in questo maelstorm sonoro.
Siamo sull’orlo dell’arte concettuale. Di certo è più simile ad un lavoro di sfogo artistico che non ad un album vero e proprio, ovviamente se non rapportato al passato (il volume II ha lo stesso appeal dato che era sulla stessa lunghezza ma diviso in due tracce ed il loro EP di “ri-esordio” ha la mono traccia).
Faccio fatica a dover dare una valutazione tecnica dato che sulla carta le composizioni di questo tipo non hanno veri e propri stilemi, non hanno dei “cliché” a cui sottostare, se non quello di essere il più disturbante possibili e di avvicinare metodi e mezzi che normalmente non starebbero vicini. Come del resto le scelte da mixer sono tutt’altro che “normali” e “consuete”. la voce è così tanto trasfigurata dal growl e dal missaggio che è pressoché improbabile comprenderne le parole.
Ascoltando però i vecchi lavori, quelli della prima formazione, e questi trovo che sia “pretenzioso” mantenere il nome per un “quid” che palesemente è divenuto altro e che forse poteva funzionare in modo ottimale in altra forma.
Diciamo che per arrivare ad esser “tollerati” ai più hanno avuto bisogno di quasi 10 album, il che è pesante come cosa, anche perché avessero avuto intenzione di stare in ambiti estremi questo non è certo il metodo migliore.
Voto: 5/10
Alessandro Schümperlin















