Il power metal è uno di quei generi che resistono imperterriti al passo dei tempi e alla saturazione del mercato: vi sono sempre nuove band pronte a dire la loro, alcune purtroppo copiano quanto già composto da altri, mentre altre cercano di offrire spunti interessanti in modo da differenziarsi dalla massa. A metà strada fra queste due tipologie troviamo i tedeschi Aeon Gods, sotto contratto con la Scarlet Records (che da sempre ne capisce bene di power metal suonato come si deve).
In uscita il prossimo Febbraio, “Reborn To Light” è il secondo album di questo quintetto autore di un power metal che inizialmente non sembra dare molto spazio all’innovazione, ma che sa trasmettere nuove emozioni e fa notare nuove sfumature ad ogni successivo ascolto. Musicalmente (e vocalmente) possiamo accostarli agli Edguy e agli Avantasia, ma vi sono sfumature più “nordiche” che richiamano il progetto “Northern Union” e alcune parti più folk che mi hanno ricordato gli italiani Elvenking, nei loro album meno folk e più heavy/power. La particolarità degli Aeon Gods, più che nelle melodie di per sè, sta nei testi e nei temi trattati: si parla appunto di antiche divinità e scontri epici fra esse. Non vorrei dire, infatti, ma il termine “Aeon”, “Eone” in Italiano, viene indicato nel linguaggio comune per indicare una lunga epoca lontana: si usa dire infatti “è successo eoni fa” per indicare un tempo remoto; in realtà il termine nello gnosticismo antico indica una vera e propria divinità, un rappresentante di un’epoca. Secondo questa dottrina, Cristo è stato l’Eone dell’era dei Pesci, appena trascorsa e conclusasi pochi anni fa; ora ci troviamo invece nell’era dell’Acquario, il cui Eone rappresentante è Sophia, e via discorrendo. Ci tenevo a fare questa precisazione proprio per avallare la coerenza artistica e contenutistica della band, e fare loro i miei complimenti a tal proposito.
Al di là dei contenuti, tuttavia, importa anche la musica e il songwriting sebbene non faccia gridare esattamente al miracolo, non nasconde momenti di splendore power come ad esempio nella mia traccia preferita, “Rebellion”, con le sue melodie che richiamano l’Antico Egitto. Forse infatti il problema del disco è proprio questo: l’averlo reso coerente e credibile a livello di contenuti ma un po’ meno a livello musicale. Avrei infatti inserito maggiori arpeggi o riff richiamanti quelle sonorità nordafricane, facendo distaccare le canzoni dal classico power metal teutonico da cui invece attinge. Nonostante questo, Reborn To Light dimostra di essere un buon album e un passo in avanti nella discografia della band, in grado di far entusiasmare gli amanti del genere ma anche di intrigare ben poco chi invece non lo apprezza.
Voto: 6/10
Francesco “Grewon” Sarcinella















