L’ultimo Concept-Album degli Ayreon non è Sci-Fi. E’ qualcosa di diverso. Molto diverso. La band di Arjen Anthony Lucassen, da sempre avvezza a complessi Concept-Album/Rock Opera mirati alla narrazione di storie fantastiche musicalmente enfatizzate, sospese tra Prog Rock/Prog Metal, eclettismo ed espressività tipica dei Musical, non è mai arrivata prima d’ora a questo livello. Qui ci troviamo ad affrontare una vicenda gotica ambientata nel 1884. Una storia di amore avversato, egoismo, invidie, avidità, aldilà, angeli della morte e spiriti. Alla corte di Lucassen troviamo la consueta caterva di illustri ospiti, soprattutto vocali (Tommy Karevik dei Kamelot e Cammie Gilbert degli Oceans Of Slumber sono i protagonisti, coadiuvati anche da personaggi come il mitico Dee Snider dei Twisted Sister, Amanda Somerville degli Avantasia, Simone Simons degli Epica, Marcela Bovio e Michael Mills), ma anche strumentali (assoli di chitarra suonati dai maestri Joe Satriani e Marty Friedman e le consistenti presenze della ghirondista Patty Gurdy e del fedele collaboratore di Lucassen Joost Van Den Broek alle tastiere). E ciliegina sulla torta, troviamo alla voce narrante il grandissimo, immenso, insuperabile Tom Baker, vale a dire il quarto mitico Dottore della serie TV Doctor Who. Tale dispiegamento di forze non poteva certo esser scomodato per i classici bruscolini. E difatti non è assolutamente così! Il nuovo, doppio album degli Ayreon è qualcosa di definibile come il più vicino possibile all’Arte Pura. Una vera e propria Rock-Opera di livello altissimo, come non avrei mai immaginato si potessero ancora concepire nel momento storico attuale. Tanto a livello musicale, seppur come s’immagina, in questi casi l’elemento musica è asservito totalmente alla narrazione, quanto per l’originalità e la rappresentazione del soggetto. Il tema centrale è quello dell’Angelo della Morte, giudice imparziale delle azioni terrene degli esseri umani, compito che svolge nel mondo di mezzo tra Paradiso ed Inferno (“Transitus” appunto), ma sempre propenso a sollazzarsi, assieme al suo esercito di bellissime quanto demoniache “Furie”, mentre osserva dall’alto del suo pulpito le contraddizioni ed i contrasti emotivi e comportamentali che segnano l’esistenza degli stessi “poveri” umani. Ciò appare tra l’altro come una rilettura di concetti similari apparsi in opere “romantiche” tipiche dei secoli scorsi (ad esempio, la poesia “The Conqueror Worm” di Edgar Allan Poe) dove i cosiddetti Angeli, tanto quelli “buoni” quanto quelli “malvagi”, pur considerate creature in continua contemplazione del Divino, presentano caratteristiche fortemente ambigue verso l’umanità imperfetta. Lucassen è sicuramente al corrente di questa “ambiguità angelica”, ed ha così deciso di usare questi punti di vista “angelici” per portare in scena una storia soprannaturale, certo… ma anche profondamente “sentimentale”. Con la consueta enfasi compositiva ed anche tecnica che è da sempre caratteristica del polistrumentista/songwriter olandese. Oltre al doppio CD canonico, vogliamo ricordare la pubblicazione dell’edizione “Earbook”, che comprende due bonus-CD e un DVD ulteriori, contenenti vari livelli del “making of”, il tutto racchiuso nel consueto librone di 12×12”. E la versione doppio vinile, in tre colorazioni (giallo marmoreo, oro e rosso), che nella sua copertina gatefold racchiude anche la fumettizzazione della storia, ottimamente illustrata da Felix Vega su storyboard dello stesso Arjen Anthony Lucassen. Come concludere la recensione? Attendendo che il successo della versione discografica di “Transitus” sia tale da veder portare in scena l’Opera in questione su un palco. Se lo merita col botto.
Voto: 10/10
Alessio Secondini Morelli















