Da un’immensa provincia russa che è la Siberia, arrivano quattro personaggi che rispondono ai seguenti nick name: Phantom(voce/basso), Egiborg(chitarre), Eeks Eye(tastiere) e Skinner(batteria), i quali formano la band Theosophy. Il loro nuovo album, il quinto per la precisione che esce sotto l’ala protettrice della Sliptrick Records, che è già una garanzia di alta qualità, ha come titolo Towers Of The Dark Pantheon. Il genere proposto da questa particolare formazione è un death metal aggrovigliato a del marcio e dannato black metal. I brani contenuti all’interno di questo nuovo lavoro sono ben strutturati, composti e prodotti, con un’esecuzione minuziosa, grazie ad una tecnica strumentale di tutto rilievo. Dentro c’è anche una certa dose di melodia, sempre oscura che dona alle tracce un’atmosfera sempre plumbea e a tratti terrificante. S’inizia ad avvertire fin dalle primissime note della title track, posta in apertura, che questo sarà un interessante viaggio nei meandri apocalittici della band. Le linee di chitarra di chiaro stampo melodic black unite a una sezione ritmica posseduta da un bel groove, fanno di questo primo sigillo un vero e proprio gioiello oscuro del genere. Genere questo proposto dalla band che rievoca i migliori lavori delle band estreme del nord Europa. Curse Of Ak-Kadin, inizia con un marziale ritmo che induce l’ascoltatore a non distogliere assolutamente l’attenzione dal brano. In questa traccia vengono in mente i grandi Darkthrone più oscuri, dove i cinque minuti e trenta secondi sono da pura goduria fisica e mentale. Trova spazio anche una feroce e tirata quanto malsana Where Thunder Reigns, brano che si addice molto al mood intero dell’album in questione, dove pura violenza sonora senza compromessi regna suprema. L’assalto continua nella successiva e glaciale Full Moon Triumph, brano che rispecchia quello che secondo noi significa suonare un perfetto mix di black death metal di alta classe. Cambiano i ritmi su Old Stone In The Woods, brano quest’ultimo che si avvicina a un pesante melodic doom, grazie ad alcune soluzioni melodiche e linee particolarmente inebrianti di chitarra che richiama il genere appena sopra citato. Un fattore molto particolare e importante di questo Towers Of Dark Patheon è la varietà delle tracce, dosate in modo sapiente tra feroci assalti frontali come la spettacolare The Sword Of Erlik, Even The Dead Cast Shadows ad altre più atmosferiche e lente, che abbiamo già citato. Segno questo che la band sa come costruire un grande lavoro, degno di essere annoverato tra le migliori uscite estreme del 2020.
Voto: 9/10
Sandro Lo Castro















