Il nuovo album della band milanese Kult Of The Skull God, dal titolo The Great Magini, farà sicuramente parlare di sé e cercheremo di spiegare anche il perché secondo noi di tale affermazione. La band sembra piuttosto navigata e ben compatta e i brani sono di facile presa e molto accattivanti. Questi ragazzi ci presentano la loro personale visione dell’hard rock puro e frizzante. Questo interessante viaggio inizia con la prima e sbarazzina Black Magic, dove si può sentire tutto il sapore hard rock di strada, brano davvero ottimo, con un bel suono che ricorda gli Ac/Dc più potenti e fragorosi mischiati alla scena street rock americana. Segue una perla di canzone, Liar, che ha tutte le carte in regola per potere diventare un loro cavallo di battaglia soprattutto dal vivo, brano pieno di energia con un piccolo taglio dal sapore epico. Una menzione a parte la dobbiamo a uno dei brani più belli dell’album, ovvero One More Try, che con il suo splendido ritornello e una struttura generale mozzafiato riesce ad esaltare fin di primi ascolti. Anche se il genere che ci viene proposto dalla band, richiama i vari e già citati Ac/Dc, Airbourne e simili, riescono comunque questi baldi giovani a essere abbastanza personali, con un suono ben prodotto, potente e fiero, riconoscibile comunque in ogni occasione anche alla particolare timbrica del cantante, che sa il fatto suo. The Great Magini è composto di undici tracce, tutte ben realizzate e strutturate in modo da non fare annoiare mai l’ascoltatore, facendo capire tra l’altro tutto l’amore che la band ha verso un genere musicale che fin troppo spesso viene stravolto in modo quasi irriconoscibile. Altre canzoni da segnalare sono sicuramente: Lions And Sheep, brano pieno zeppo di un groove irresistibilmente affascinante, The Great Magini, ottima title track, la grintosa e rocciosa Judas Is My Priest. I Kult Of The Skull God convincono anche quando decidono di dedicarsi a episodi più rallentati, e atmosferici come nella grande e bella Dead Heroes. In definitiva possiamo tranquillamente consigliare questo nuovo album del combo milanese a tutte quelle persone che hanno fame di hard rock, duro e stradaiolo e dal taglio piuttosto epico e selvaggio.
Voto: 8/10
SandroLo Castro















