Da sedici anni non scrivevano e pubblicavano musica, ma possiamo dire che “Forbidden” dei Forbidden dimostra che l’arte non è smarrita, ma semmai consolidata e questo gruppo che possiamo definire di seconda fascia nell’ambio del thrash della Bay Area americana torna sulla scena alla grande con un disco che certamente è fra i migliori della loro produzione.
Questo disco eponimo è un concentrato di potenza, di ottima produzione, di grande voglia di stupire. Thrash metal chitarristico, si potrebbe semplificare, ma la proposta musicale di Forbidden è molto varia e articolata e richiede più ascolti per apprezzarne la stratificazione, come direbbe il grande axe-man dei Rhapsody of Fire Roby De Micheli.
Tutti concetti espressi nella ossessiva “Single Point Failure”, dove la velocità è massima e l’assolo di Lo Cicero e Von Epp è molto ispirato, supportato da una sezione ritmica graffiante. Una linea vocale più progressiva anima “Burning The Lungs of Earth”, classico brano thrash “galoppante”, mentre “Divided by Zero”, in assoluto il primo singolo pubblicato con grande anticipo, procede con grande velocità e un riffing chiaramente classico nell’ambito del loro genere musicale. Ci sono cambi di tempo, ci sono momenti di grande intensità musicale, che preludono a una serie di assoli molto affilati e pungenti.
L’attuale incarnazione dei Forbidden, che si erano sciolti nel 2012 dopo la pubblicazione di “Omega Wave” che era stato il frutto della reunion del 2008, vede i fondatori Craig Locicero (chitarra) e Matt Camacho (basso) e i nuovi arrivi Norman Skinner (voce), Chris Kontos (batteria) e Jeremy Von Epp (chitarra), con la produzione affidata a Locicero, Kontos e Zach Ohren dei Machine Head.
“DCLXVI” altro non è che 666 in numeri romani, è un mid tempo, con un cantato e un impianto sonoro con influenze death, che si trasforma in altro nella parte finale, dove le chitarre creano un’atmosfera di sfida sonora. “Psyclops” ultimo brano a uscire come singolo, è molto potente e compatto, mentre “Jisei” è breve, arpeggiata, una pausa lievemente psichedelica rispetto all’assalto costituito da “Forbidden”. La furia riprende con il thrash tirato e veloce di “ Mutually Assured Dysfunction”, seguita dall’analoga “Sycophantasy”, che si poggia su un intenso lavoro vocale e i soliti, articolati assoli, oltre che della collaborazione di Brann Dailor dei Mastodon. Ancora un riff ultraheavy caratterizza “The Burden”, passaggio nel quale i Forbidden ricordano i campioni della potenza sonora, gli Onslaught, variando poi sul tema.
“Sol Grave” è più articolata, sia come riffing che come orchestrazione, come del resto la conclusiva Flower of Life (Chaos By Design), brano di ben 9 minuti che muta forma e cambia scenario, con una parte centrale affidata a un pianoforte e a una variazione progressiva che sfuma un disco certamente valido.
Voto : 7,5 / 10
Massimiliano Paluzzi
















