Gli PSEUDOBIBLION non sono un libro immaginario, no, sono una band al loro debutto e lo hanno fatto in grande stile con “Index I” tramite una delle etichette più eclettiche del panorama italiano: Club Inferno Ent., una sub-label di My Kingdom Music.
Il titolo dell’album proviene dall’ index librorum prohibitorum, ovvero l’Indice dei libri proibiti che comprendeva un elenco di pubblicazioni proibite dalla Chiesa cattolica, creato nel 1559 da papa Paolo IV e soppresso, addirittura, il 4 febbraio del 1966 e ne facevano parte, tra i tanti: Il Principe di Niccolò Machiavelli, il Decameron di Giovanni Boccaccio, il De Monarchia di Dante Alighieri e una miriade di nomi altisonanti come Balzac, Rousseau, Stendhal, Voltaire, Émile Zola, Kant, , Giordano Bruno, Benedetto Croce, Gabriele D’Annunzio, Ugo Foscolo, Galileo Galilei. Insomma, la genesi della censura!
Il progetto musicale “PSEUDOBIBLION” nasce nel 2015, quando Massimo e Roberto sentono il bisogno di tornare alle proprie radici musicali e decidono di fondare una nuova band, ma la line up definitiva arriva nel 2020 con all’attivo membri di di NIHILI LOCUS, DVM SPIRO e MANHUNT.
Ma veniamo alla loro creatura.
“Index I” rende omaggio allo spirito della musica degli anni ’90, infatti celebra la passione della band per formazioni Death e Doom Metal di quel decennio – come GROTESQUE, NIHILIST, DARK TRANQUILLITY, oltre alle prime fasi di DEATH e AUTOPSY.
La vera delizia però la troviamo nei testi perchè, nonostante l’opera di scrittura che la band ha continuato nel tempo, gli PSEUDOBIBLION hanno deciso di attingere direttamente dai romanzi di genere gotico e horror, anziché parafrasarne o riassumerne i contenuti, hanno scelto di utilizzare estratti originali e inalterati dalle opere selezionate, così da trasmettere sensazioni il più possibile fedeli allo spirito di ciascun testo. Ogni traccia si trasforma così in un’esperienza d’ascolto intensa e decadente, che celebra ed evoca i precursori della tradizione gotica e underground. Giusto per citarne alcune, troviamo “The Oval Portrait” che omaggia Edgar Allan Poe, “Memory ” di Howard Phillips Lovecraft e “The Judge’s House” del mitico scrittore di Dracula, Abraham Stoker.
Ebbene, questa chicche bisogna che vengano divulgate e godute appieno sia dagli appassionati di Old School Death e Doom metal, ma anche dai nostalgici della musica di spessore e da chi si è avvicinato da poco al metal.
Voto: 8/10
Ilaria Midnightsun
















