di Salvatore Mazzarella
Quella che state per leggere non è la “solita” intervista per parlare dell’ultimo disco… Certo Strange Phenomena, l’ultimo lavoro dei Delirio And The Phantoms, è semplicemente stupendo e segna una tappa fondamentale nel cammino artistico della band. Un concept album con il quale, d’ora in poi, ci si dovrà sempre misurare! Ma, come potevo prevedere, l’interlocuzione è andata molto oltre… Mi sono avvicinato all’universo artistico di Freddy Delirio nell’ormai lontano 2012, in occasione dell’uscita ufficiale del suo primo disco solista The Journey (che raccoglieva brani composti fin dal 1992) per Black Widow. L’ho poi conosciuto personalmente nel Gennaio 2014, in occasione di una data dei Death SS a Bari, dove parlammo non solo del suo lavoro, ma anche di tutte le incombenze tecniche che c’erano dietro le produzioni live e studio della più grande band metal nazionale nonché una delle più grandi band “di culto” a livello internazionale. Lo avevo percepito ma ne ebbi la conferma… Freddy era ed è una persona estremamente colta, tecnicamente eccelsa ma, soprattutto, un artista autentico a servizio della dea Musica e che si concede al meglio delle sue possibilità verso qualsiasi percorso debba affrontare, nella vita artistica e non. Per questi motivi, da allora, non sono mancate le occasioni e, soprattutto, non son mancati gli argomenti per rendere estremamente interessanti e profonde le nostre chiacchierate virtuali. E questa volta abbiamo anche la gradita presenza di Chris Delirio, figlio di Freddy, che ha collaborato al lavoro di composizione, suonato superbamente la batteria (ma si è anche occupato di tastiere, chitarre e cori) e ci descrive le sue emozioni nell’essere oggi musicista in una band, assieme ad un padre “rockstar” e del quale ne sta mutuando la stessa ammirevole professionalità!!!
Freddy, giochiamo subito a carte scoperte! Strange Phenomena è un disco ben definito, compatto, dalla forte personalità e che segna la maturità della band alla sua terza prova! Per il sottoscritto un disco eccezionale, frutto di un combo ormai assestato, dopo essere stato rodato durante una nutrita serie di esibizioni live… Nessuno può permettersi di dire che sei presuntuoso se hai provato anche tu queste sensazioni! O no?
Ciao Salvatore, intanto ti ringrazio per le belle parole riguardo a Strange Phenomena. Sono contento di questo disco, prosegue la strada che è stata iniziata qualche anno fa con questo progetto che ci ha visto suonare in molte occasioni su palchi di prestigio quasi sempre da headliner, come è il caso dell’Eber-Hart Festival in Germania, il Sorres in Rock in Sardegna, il CrossDarkGate Horror Festival ecc dove la band si è affermata negli anni, si è consolidata e ha dato vita anche a questo nuovo disco. Sicuramente un album estemporaneo nato in modo molto spontaneo e guidato da una serie di atmosfere e sensazioni molto suggestive all’interno di un luogo, per così dire, stregato.
Puoi brevemente descrivere la sua genesi, fin dall’idea di Massimo Gasperini di Black Widow (che pubblica il lavoro) e di come si è sviluppata la sua produzione?
Massimo ebbe l’idea del concept, mi chiese se avessi a mio modo una tematica che potesse riguardare un luogo in particolare in grado di affascinarmi, con qualcosa di spettrale e inspiegabile. La mia risposta fu semplice, la Delirio Haunted House! Mi pose questa idea e questa richiesta su un piatto d’argento e lui fu ben fiero della mia risposta. Io da quel momento mi sono messo a cercare documentazione su questo luogo che fu costruito nella sua veste ufficiale nel 1500, anche se alcune parti della struttura risalgono addirittura al 1200. Ci sono molte storie di generazioni e famiglie che hanno vissuto qui e la cosa che mi ha colpito di più è la figura di una Santa che è stata a servizio degli antichi proprietari, persone facoltose e molto dedite ai principi morali e che riconobbero in questa giovane donna, cosi pura e anche di grande carattere nelle proprie azioni, una vera nobiltà d’animo tanto da farla candidare al riconoscimento ufficiale della santità. Qua accadono cose. Appena acquistammo questo edificio circa 30 anni fa mi accorsi che si doveva entrare in punta di piedi, ebbi come un senso di timore, il posto era affascinante ma molto inquietante. Capivo che qui comandava lei: la casa. Tornando ad oggi, mi sono lasciato trasportare e i brani sono venuti da soli, in poco tempo, è come se fossero “accaduti”, in poche sere si è sviluppato tutto il disco. Ho scritto la prima bozza dei brani in meno di una settimana e Chris ha scritto molti riff di tastiera che hanno dato il via allo sviluppo di canzoni come Strange Phenomena, Spectre, War e Angel Door.
Un altro elemento importante, di cui è essenziale parlare, è che questo lavoro è un concept album. La storia del rock ci ha insegnato che dischi come The Wall, The Lamb Lies On Brodway o, in ambito metal, Operation Mindcrime e Streets regalano all’ascoltatore un flusso emozionale omogeneo ed unico. Personalmente, aldilà dell’alternarsi degli umori e delle atmosfere, l’ascolto di Strange Phenomena mi ha dato l’impressione di avere tra le mani un lavoro capace di regalarti un’esperienza di ascolto profonda e totalizzante, simile a quella dei capolavori appena citati…
Ti ringrazio ancora una volta per questi nobili paragoni, sono molto onorato per le tue parole. Ti dico che questo disco fa parte, infatti, di un unico grande flusso emozionale, nonostante i brani che si alternano siano tutti diversi tra loro. Eppure, tutto si snoda attraverso un binario che riesce a raccogliere quello che si respira in questo luogo, dai momenti più tenebrosi a quelli più surreali e bucolici. La musica riflette queste diverse sensazioni che fanno parte tutte in egual modo del solito ambiente, come se si fosse all’interno di una pellicola cinematografica.
Eppure, ogni brano riesce a vivere di vita propria… A partire dall’incredibile title track posta in apertura e dove c’ha messo le mani Chris (e di questo ne parleremo più avanti)… Penso anche a Destined for Eternity, Spectre, Claire Moon, Dinasty ma potrei citarne altre! Sono curioso di capire se metti in atto particolari artifizi compositivi o fluisce tutto in modo spontaneo…
Tutto fluisce in modo spontaneo, poi c’è la successiva produzione, il tempo speso ad arrangiare ogni brano ma fondamentalmente l’embrione di ogni canzone è nato velocemente. Questa è la magia di questo lavoro. Tutti i brani che hai citato nascevano uno dietro l’altro, in pochi giorni, come se dovessero venire alla luce per forza di cose.
Mi ha sempre affascinato il tema della Delirio “Haunted House”, fin da quando in precedenti interviste mi hai raccontato aneddoti relativi alle altre registrazioni dei Phantoms e dei Death SS, come ad esempio alcune parti di tastiera richiamante un organo a canne registrate nell’annessa chiesetta… Ho letto già da qualche parte un po’ della sua storia che ti chiedo di riassumere qui, a beneficio dei nostri lettori.
Si, qua è presente anche una chiesetta dove registrammo per altro il video di Pyramidal Lymph, sempre dei Delirio and the Phantoms (dal secondo album Platinum del 2023 [NdR]). Un luogo magico e sacro con molta storia al suo interno e affreschi che rappresentano personaggi storici. Quella chiesa è dedicata appunto alla Santa di cui parlavo prima. È un luogo dove ogni tanto mi ritiro in silenzio. Lì la storia ti parla, ogni oggetto ti parla. Ho anche un organo dove ogni tanto suono qualcosa. Ma preferisco lasciarlo un luogo di culto.
Una storia fatta di gioie e dolori quotidiani, una famiglia esemplare e virtuosa, una Santa… Ci vuole una notevole predisposizione spirituale per cogliere queste vibrazioni. Ti faccio una domanda sicuramente intima per la quale ti chiedo di rispondere “fin dove” puoi e vuoi: come ti poni nei confronti di ciò che è occulto, mistico ma anche nei confronti della fede? In cosa credi o, comunque, qual è il tuo pensiero in proposito.
Sono per mia natura una persona molto razionale, mi piace sapere, mettermi in discussione e scoprire, ma altrettanto voglio rispettare ciò che è stato e cogliere sempre il meglio dalla storia. Come dissi nel brano finale di The Cross “The Ancient Monastery”, la storia sostanzialmente va recuperata nelle sue parti migliori, va attualizzata e vanno tolti gli errori del passato ove presenti. Solo così possiamo evolverci, solo così si può fare cultura. Non possiamo ignorare il flusso del tempo, va capito e assorbito. Qua respiro molte cose. Credo nell’armonia, nella capacità della costruzione che nell’antica Grecia si definiva come tèchne, il divenire dal non essere all’essere, credo nelle leggi cosmiche e nell’autoconsapevolezza di madre natura, il rapporto che c’è tra i pianeti ci dice molto. C’è una sorta di coscienza che regna nel cosmo. Mi piace ciò che è armonia, costruzione e ordine.
Sarà per le voci di sottofondo presenti, sarà per i temi trattati, sarà perché è un vero e proprio incantesimo generato dall’Haunted House (cito le note di presentazione del lavoro!) ma in questo disco, ascoltandolo in particolare al buio, si percepisce davvero la presenza di qualcosa di magico o ultraterreno, un po’ come accade con i lavori del maestro Bartoccetti (Antonius Rex/Jacula) o con gli stessi Death SS…
Sono le atmosfere che si sentono qua. Sono cose uniche di questo luogo. Ormai non faccio più caso a particolari fenomeni sino a quando qualche macchina digitale, “influenzata” impazzisce e smette di funzionare per un po’. Allora, chiedo un attimo di tregua… eheheh! Fa parte del gioco. Alla fine, siamo alleati e andiamo d’accoro io e “loro”. Ci rispettiamo, ci siamo capiti.
Ti posso chiedere a chi o cosa pensavi quando hai composto la delicatissima Butterfly?
Quando sono entrato per la prima volta in questa casa ho respirato la Guerra. Sentivo il profumo di quegli anni come fossi all’interno di un flashback, una cosa fortissima, tutta l’oggettistica presente riportava a quegli anni, un’esperienza che mi trasportò con forza a oltre 50 anni prima (in quel periodo). Era poco dopo la metà degli anni 90 quando varcai la soglia di questa casa. Trovai anche in un muro (ripristinato) la scritta della caduta di una bomba nel 1944. Butterfly è quella farfalla simbolica che vedo ogni volta in giardino, l’inizio di una nuova vita dopo la distruzione. Nel periodo prima della guerra c’è l’affermazione delle grandi organizzazioni, si inneggia alla magnificenza, si spinge per la creazione di opere d’arte che siano di buon auspicio per l’affermazione dello stato forte di riferimento. La guerra porta poi via tutto, distrugge, talvolta anche i più forti. La natura non umana si rigenera automaticamente, più velocemente, e magari chissà la metempsicosi fa’ sicuramente il suo dovere, e in ogni dove nuove forme di vita come farfalle si generano librandosi nell’aria con la grazia leggera di una legge naturale che esula da qualsiasi contaminazione umana. La vita riparte e un nuovo ciclo di storia ricomincia.
La foto della cover, con le sue tonalità notturne all’interno di un’antica costruzione è davvero suggestiva. Ne parliamo?
Ne vedremo delle belle, ogni video, ce ne sono ben 5 complessivi in lavorazione, riportano ad un periodo storico passato eppure così ciclicamente attuale. Quello scenario è presente proprio in uno dei videoclip in uscita. Era perfetto per questa copertina.
Sul precedente Platinum hai omaggiato il prog di Rick Wackeman. Su questo lavoro l’elettronica dei Kraftwerk, con la cover di Radioactivity che in questo concept ha un significato ben preciso…
Adoro quel brano da sempre. Era molto tempo che desideravo farne una cover… quale occasione migliore per parlare del mondo delle radiazioni, un ambito che mi ha sempre attratto in modo viscerale. Che dire, sono potenti, agiscono sul DNA, sono in grado di modificare le cellule e la materia eppure sono invisibili. A loro modo, metaforicamente non sono così distanti dagli strani fenomeni così effettivi eppure generati da matrici non visibili.
Parliamo degli arrangiamenti: a partire dalle tue immense tastiere dove hai creato atmosfere davvero immaginifiche che proiettano l’ascoltatore al centro della storia (l’esperienza totalizzante di cui parlavamo prima), tuo figlio Chris alla batteria, Paolo Olivieri alle chitarre ed Alessandro Lupo al basso siete autori di una performance veramente efficace… Virtuosismi misurati laddove realmente serve e partiture estremamente raffinate e funzionali al risultato finale. Le tue considerazioni!
Grazie ancora per le splendide considerazioni. Le atmosfere create dalle tastiere, come in ogni album dei Phantoms sono qualcosa di fondamentale. Stavolta ho provato a misurarmi con terreni inesplorati e come ti dicevo, molte canzoni sono “accadute” come nel caso delle strumentali, le ho scritte in uno stato quasi di estasi e in pochi minuti hanno preso vita. Ho usato suoni diversi in base al tipo di tematica che volevo descrivere sul momento, era come se vedessi con esattezza l’evento manifestato anche in passato, nelle diverse angolazioni di questo affascinante luogo. Chris ha fatto un arrangiamento di batteria molto studiato, potente e davvero efficace su ogni brano. I suoi riff di tastiera, come dicevo inizialmente, hanno dato vita a canzoni davvero significative all’interno dell’album. Paolo Oliveri ha fatto un lavoro di fino degno di nota, quando ho sentito il solo di Destined for Eternity ho gridato al miracolo. Ogni nota è studiata con attenzione, dalle ritmiche ai vari arrangiamenti solisti in tutto il disco. Alessandro Lupo come sempre è una colonna portante ritmica di impatto sia in studio che live, un cuore pulsante e con Chris fanno davvero muovere l’ascoltatore!
Parliamo un attimo degli FP Recording Studio e di come si evolvono, ricordando a chi legge che hai ricevuto i complimenti da un certo Tom Dalgety…
Si, ho avuto occasione di collaborare con lui per il disco The Entity dei Death SS, gli diedi tutte le tracce finite e una bozza avanzata di mix. Avevamo il solito sistema Pro Tools e lui è rimasto davvero colpito di come gli ho fornito tutto il lavoro, mi ha fatto più di una volta i complimenti per come gli ho presentato ogni brano con una peculiare attenzione ai particolari. A quel punto gli confidai che molte delle sue produzioni più famose con i Ghost e i Rammstein le tenevo spesso in ogni progetto come reference assolute da anni. Lui fu davvero felice della cosa! Insomma, ho avuto occasione di lavorare con un produttore che per me è da sempre un idolo e un esempio e poi ho avuto i riconoscimenti direttamente da lui. L’amore per questo lavoro, la pazienza e il mettersi sempre in discussione pagano, dopo molti anni, con soddisfazioni come questa!
La musica è la tua vita! Ne sei completamente assorbito! Ripensi ogni tanto a te da ragazzo, quando hai iniziato questo cammino? Quali sono i ricordi più cari di quei giorni e quali sono oggi le tue sensazioni in merito? Hai mai pensato a raccontarti in un libro?
Ho fatto tantissimi concerti, e tantissimi dischi, eppure mi rivedo oggi, sempre quel ragazzo là pieno di sogni. Si, ho suonato allo Sweden Rock Festival con i Black Sabbath con Ozzy, Alice Cooper e Billy Idol e noi Death SS eravamo headliner della nostra serata. Ho suonato con mio figlio in Germania ancora minorenne da Headliner all’Eber-Hart Festival, un evento che durava diversi giorni. Siamo andati a respirare la magnifica atmosfera di Norimberga, in un mondo pieno di fascino e di storia. Ho ritrovato alcuni miei dischi primi in classifica. All’FP Recording Studio studio ho avuto Reb Beach degli Whitesnake che ha registrato il brano Angel della mia band H.A.R.E.M., dedicato a Christian, al tempo piccolissimo! Ho avuto grandi nomi in studio: dal vincitore di X Factor alla prima viola del Teatro della Scala e diversi decenni di produzioni dalla Classica al POP, al Rock e al Metal. Ma sono sempre lì, quel giovane ragazzo desideroso di scrivere qualcosa, come feci con il primo progetto solista Journey che poi mi ha portato tanta fortuna e con i Mania-C, la mia prima band con la quale, da appena maggiorenne, andai su Rai 1 al TG1. Si, chissà un giorno potrei anche scrivere qualcosa in merito, potrebbe essere una buona idea.
Come dicevo in fase di apertura, questa volta ho voluto dare la parola anche al sempre più bravo Chris…
Chris, tu questo cammino lo hai iniziato da pochi anni. Ricordo la tua prima apparizione ai timpani nel brano the The New Order, contenuto nell’album The Cross, insieme a sua Maestà Steve Sylvester! Era il 2019 ed in questi anni hai fatto passi da gigante, diventando parte integrante ed essenziale di questa band. Raccontaci le tue sensazioni.
Sono passati già diversi anni da quel pomeriggio in cui venni truccato per la prima volta per registrare un video musicale. Sicuramente non mi sarei immaginato che pochi anni dopo sarei entrato nella formazione come membro stabile. In quel periodo mi stavo allenando per imparare i primi rudimenti e nel 2021 finalmente mi resi conto che avrei potuto, con tanto allenamento, imparare una scaletta completa e iniziare a suonare dal vivo. Dopo qualche anno, ricordo con piacere quei momenti di avvicinamento alla musica che sono stati per me fondamentali nella crescita come artista e di cui ancora oggi riconosco l’importanza.
In questo lavoro hai suonato in modo superbo la batteria, ma anche chitarre e tastiere. Inoltre, va sottolineato il tuo apporto compositivo, dato che hai scritto i riff di tastiera di Strange Phenomena, Spectre, War e Angel Door. Raccontaci il tuo percorso musicale e come oggi ti approcci alla composizione ed agli strumenti. Quali sono gli artisti e bands che ti hanno influenzato e quali sono i tuoi ascolti odierni.
I quattro riff da cui sono nati i brani citati sono nati quasi per caso, in momenti in cui stavo suonando liberamente, magari provando nuovi preset su varie tastiere e virtual instruments e in un attimo ci siamo ritrovati a renderli brani completi. Negli ultimi anni le mie più grandi influenze si ritrovano in band del panorama metalcore moderno, dai Bring Me The Horizon agli Architects per fare dei nomi, band nelle quali riff elettronici esplosivi e catchy sono alla base nelle principali hit. Unendo quelle sonorità a quelle derivate dai sound synthwave anni ’80, genere di cui sono un grande fan, ho ottenuto questi riff che sono stati l’idea di partenza da cui iniziare a strutturare i brani e arrangiarli con gli altri strumenti.
Ho chiesto più volte a tuo padre cosa vuol dire per lui averti accanto, ma questa volta chiedo a te cosa vuol dire suonare con un padre che è nel pieno splendore della sua carriera musicale, è un rocker come pochi ed un artista, lasciami dire e tu lo sai, eccezionale!
Avere la possibilità di condividere il palco con mio padre è stata ed è tuttora una grande fortuna e una grande possibilità per me, non solo da un punto di vista affettivo (condividere show, viaggi e tutto il percorso live e in studio di una band è davvero una bella cosa), ma anche perché ho potuto collaborare con un professionista che sta sui palchi da molti anni prima della mia nascita, il quale mi ha sempre saputo dare consigli (tecnici e non solo) su come affrontare al meglio gli impegni dati dalla musica. Oggi tante delle mie conoscenze e abilità le devo senza dubbio anche ai suoi insegnamenti.
Intanto ti faccio i miei complimenti per quello che sei diventato oggi, dato che ho sempre seguito le tue evoluzioni grazie alle notizie che avete di volta in volta postato sui social. Quali sono i tuoi programmi per il futuro? Cosa c’è oltre alla musica?
Ti ringrazio molto, oltre alla musica c’è tutto ciò che riguarda, a parte la mia vita personale e i miei hobby, l’aspetto dello studio: avendo terminato poche settimane fa le scuole superiori ora sono in procinto di iniziare gli studi universitari nel campo dell’economia e della logistica, settori in cui punto a potermi creare una carriera e un futuro, sempre stando attento a bilanciare ciò con la musica e con la carriera artistica che ho intrapreso da qualche anno e che già mi ha portato non poche soddisfazioni.
Grande Chris! Il più grande in bocca al lupo per il futuro!!! Torniamo a te Freddy! Quali saranno le prossime mosse dei Phantoms e anche quelle di Federico Pedichini…
Mi sono molto emozionato a sentire le risposte di Christian. Che bello!
Dunque, non so mai cosa riserva il futuro, la vita è piena di colpi di scena ogni volta e mi sento sempre in continua evoluzione. I “fantasmi” insegnano questo, esperienze ciclicamente sempre nuove e per intendersi, il giorno dopo non deve mai essere uguale al precedente. Vorrei proseguire l’attività live intrapresa in questi anni arricchendola possibilmente, visto che questo album sta piacendo davvero sia ai fans che alla stampa specializzata di prestigio. Nel mentre nello studio lavoro h24 e chissà che ci venga in mente già qualche altra canzone da mettere come singolo futuro. Non ci fermiamo mai, e poi queste simpatiche presenze alcune volte fanno i danni e in altre occasioni ispirano qualcosa di magico!
Ti ringrazio per la tua gentilezza e per il raccontarti senza riserve ogni volta che ne capita occasione. Lascio alle tue parole la chiusura di questa lunga chiacchierata…
Sono io a ringraziare te! Ogni volta è un immenso piacere poter parlare con una persona piena di contenuti e di valore, davvero un onore. Grazie ancora a giornalemetal.it!
















