Il nuovo e sedicesimo album dei Kreator edito per Nuclear Blast ci riporta sulle scene in questo inizio 2026 una band che ormai ha abbandonato la violenza pura teutonica di quel gioiello (sono molto legato a quell’album): Terrible Certainty. In compenso però la band dopo oltre 40 di carriera scrive un album di assoluto rilievo come Krushers Of The World, disco prodotto con un ottimo sound, potente e curato. Suoni quindi moderni (come ormai è necessario al giorno d’oggi), ma rispettando il sound unico e distintivo della band.
Il disco si sviluppa lungo 10 pezzi in puro stile thrash metal della grande scuola degli anni 80, ma con inserti melodici e aperture di più ampio respiro nei ritornelli, nei soli e negli start&stop velocissimi.
Possiamo affermare che la band è riuscita ad arricchire il suo bagaglio espressivo, ampliando la proposta al posto di relegarsi al puro thrash, scelta che avrebbe fatto collassare la proposta della band nello stereotipo, nel ripetitivo e stucchevole. Il minutaggio dei brani è tutto sui 4 minuti classici da pezzo thrash metal, Mille Petrozza riesce a concentrare ottimi riff lungo le 10 tracce, lavori di chitarra pregevoli con un’attenzione particolare ai lavori delle seconde chitarre e di rifinitura sui contro cori e abbellimenti sui ritornelli. Assoli da manuale, interessanti con ottime linee melodiche e veloci scale che volano con le doppie casse della batteria.
Il mix e molto incentrato sul lavoro delle chitarre e della voce. I lavori del basso di Frédéric Alexandre Leclercq e del grande Ventor alle batterie sono davvero ottimi, strutturano una solida base ritmica per un disco in cui le chitarre “ricamano” tantissimo.
Da un’analisi specifica delle tracce abbiamo l’ottima opener Seven Serpents: un riff introduttivo molto epico ed evocativo trascina il brano tra refrain melodici e velocissimi riff con doppia cassa di sottofondo.
La successiva Satanic Anarchy è puro thrash metal con ritmi e cadenze groove, con belle aperture sui bridge e ritornelli con una eco allo stile del metal nordico.
Di seguito la title-track si impone con un bel mid-tempo di stampo metal europeo, ma con un bel mood groove con i cadenzati e sempre aperture melodiche nei ritornelli.
Se non fossero una band i oltre 40 di carriera si potrebbe quasi osare a dire che la band ha ascoltato band come In Flames, Hipocrisy e Dark Tranquillity.
La bella e veloce Barbarian ci riporta ad un accenno di quella velocità distruttiva dei tempi d’oro, ottimo pezzo, da pogo nel pit di ogni concerto gran thrash che si rispetti.
Pezzo molto interessante del lotto è Psychotic Imperator, intro lento e maestoso per poi sfociare in un veloce brano thrash con riff veloci, ma con una struttura melodica di base che arricchisce la proposta e il wall of sound del brano. Uno dei pezzi migliori del disco.
Chiude il disco la potente Loyal to the Grave, epica, maestosa e martellante nel suo carattere di marcia mid-tempo. Come lungo tutto il disco davvero ottimo il lavoro delle chitarre che accompagnano le linee vocali e le melodie dei brani.
In definitiva possiamo dire che Krushers Of The World è davvero un lavoro di pregio, ben suonato, ben prodotto e ottimamente scritto.
Ho già letto alcune recensioni non molto lusinghiere di questo lavoro da parte di miei colleghi di altre testate musicali, ma non mi sembra un album da stroncare così di netto.
Anzi penso che sia un ottimo album al passo con i tempi dal punto di vista sonoro e con un Mille Petrozza decisamente inspirato.
Ben fatto Kreator
Voto 7,5/10
John K Sanchez















