di Antonella Carpino
Venerdì 9 gennaio il Teatro Celebrazioni di Bologna ha ospitato una serata che ha saputo coniugare eleganza, comicità e introspezione psicologica: L’anatra all’arancia, il celebre classico teatrale scritto nel 1967 da William Douglas-Home e Marc-Gilbert Sauvajon, è tornato in scena grazie alla raffinata regia di Claudio ‘Greg’ Gregori, che ha saputo rendere attuale e coinvolgente questa commedia intramontabile. Protagonisti della serata sono stati Emilio Solfrizzi e Irene Ferri, autentici mattatori capaci di guidare il pubblico attraverso un vortice di battute brillanti e sottili giochi di seduzione.
I due interpreti hanno saputo trasformare la scena in una vera e propria scacchiera emotiva: ogni gesto, ogni parola sembrava calcolata, ma proprio questa apparente freddezza ha permesso di svelare lentamente le fragilità dei personaggi. Il cinismo e l’astuzia iniziali hanno lasciato spazio a timori, gelosie e rancori, fino a far emergere il cuore pulsante della storia: l’amore, nelle sue forme più sincere e imprevedibili. La coppia Solfrizzi-Ferri ha costruito una tensione perfetta tra ironia e dramma leggero, facendo sì che il pubblico oscillasse tra il sorriso e la riflessione sulle complessità dell’animo umano.
Il ritmo della serata è stato sostenuto da una regia attenta a ogni dettaglio: cromatismi raffinati, scenografie curate e luci calibrate hanno accompagnato la narrazione senza mai appesantirla. Il disegno luci di Massimo Gresia ha enfatizzato i momenti di tensione e quelli di leggerezza, mentre le scenografie di Fabiana Di Marco hanno creato spazi eleganti, funzionali e al tempo stesso evocativi. I costumi di Alessandra Benaduce hanno completato il quadro, conferendo ai personaggi uno stile impeccabile che ha reso ancora più credibili le dinamiche di coppia e di classe sociale presenti nella commedia.
Accanto a Solfrizzi e Ferri, il cast ha offerto performance degne di nota: Ruben Rigillo, Beatrice Schiaffino e Antonella Piccolo hanno saputo dare spessore ai ruoli secondari, arricchendo la storia di sfumature comiche e drammatiche che hanno completato l’universo teatrale della serata. La complicità tra gli interpreti è stata evidente, e il pubblico ha reagito con applausi convinti, risate spontanee e momenti di intensa partecipazione emotiva.
Prodotta dalla Compagnia Molière in coproduzione con il Teatro Stabile di Verona, L’anatra all’arancia conferma il suo status di cult, dimostrando come una storia scritta più di cinquant’anni fa possa ancora parlare al pubblico contemporaneo. La serata di Bologna ha trasformato il Teatro Celebrazioni in un luogo di eleganza e divertimento, dove il gioco delle apparenze si intreccia con la verità dei sentimenti, lasciando agli spettatori un ricordo vivo e appassionante.
Una commedia che, tra ironia e delicatezza, invita a riflettere sulle piccole contraddizioni dell’animo umano, ma soprattutto a ridere di esse, celebrando così la magia di un teatro che sa essere al contempo leggero e profondo.















