Mi sono occupato di lui nel 2022, quando realizzò il discreto “Get Over It”. Ora, a distanza di tre anni, arriva per Pride & Joy Music questo nuovo “Twenty Times Colder” che ricorda e rimanda in qualche modo al disco d’esordio del 2005 “Out in the Cold”.
La formazione della band vede Oliver Hartmann, voce e chitarra, Markus Nanz alle tastiere, Markus Kullmann (John Diva, Voodoo Circle, ex-Glenn Hughes) alla batteria e Armin Donderer (ex-Freedom Call) al basso.
Oliver Hartmann ha legato il suo nome e la sua musica a diversi gruppi importanti, come gli Avantasia e, soprattutto, gli At-Vance, con il quale ha registrato ben 9 album, oltre che guidare la più famosa cover band dei Pink Floyd Echoes.
La musica di Hartmann è un hard classico dove la chitarra è pienamente protagonista. L’iniziale “Twenty Times Colder” è un hard rock melodico, con una linea chitarristica variegata, che includi suoni tipo slide, per un brano dal forte impatto anche commerciale. Ben diversa “No one but you”, un rock’n’roll rivolto al passato, ma ben eseguito e con un assolo di ottimo livello. La voce di Oliver Hartmann è certamente adatta a questo genere, si integra perfettamente con la musica, con un risultato di qualità. “One heart” è una ballata elettrica “corale” dalla connotazione americana, con coro alla Bon Jovi, ma assolutamente gradevole. Altra ballata a seguire, con “Alone”, ma decisamente diversa dalla precedente, essendo di matrice nettamente blues, territorio nel quale Hartmann si muove con altrettanta padronanza. “Just Fly” ricorda certi passaggi cari a Alcatrazz, con un break chitarristico che deve molto al neoclassicismo di Malmsteen, mentre con “Don’t Cry” si abbassano ritmi e volumi, per una ballad ancora più rarefatta, con la voce di Hartmann che detta linee vocali e direzione del brano, impreziosito da un altro assolo molto ispirato, che scivola verso il blues nell’ultima sua parte. Più vicino all’aor “Someone like you”, brano che alterna diverse fasi, nel suo dipanarsi, sempre comunque con la chitarra grande protagonista. “The time of your life” vede duettare voce e sei corde in un mid tempo che è comunque, principalmente, una ballata. Toni più ritmati per Valentine’s Day, ma la ricerca della melodia è evidente, per un brano di ottimo spessore. E’ questo uno degli episodi migliori di un disco comunque interessante, specialmente per le linee chitarristiche. “Heart over Mind” presenta una specie di loop su cui si innesta la voce di Oliver Hartmann, mentre la conclusiva “Remenber Me” è una song acustica, con tanto di flauto, tendente al malinconico, degna chiusura di “Twenty Times Colder”.
Voto: 7/10
Massimiliano Paluzzi















