Per i losangelini Saber il tempo pare essersi fermato ai primi anni ’80, almeno per quanto riguarda il songwriting. Principalmente i nostri si rifanno ai fasti della NWOBHM, di cui debbono essere grandi fans, per confezionare un secondo album piuttosto sfarzoso e passionale. Eppure la produzione è alquanto moderna, con i preset molto taglienti delle chitarre, una pulizia sonora che non inficia nella grande energia di pura tradizione British che i nostri sanno infondere alle loro composizioni. Apparendo un quintetto d’assalto frontale parecchio convinto dei propri mezzi e del proprio affiatamento musicale. Particolare anche la prestazione vocale del singer Steven Villa, dal timbro un po’ strozzato, forse stilisticamente opinabile ma che a mio modesto parere aggiunge fascino al fascino di uno Spirito Metallico primordiale, che con dischi come “Lost In Flames” continua imperterrito a splendere e ad affascinare ancora oggi parecchi metal fans tra i più sensibili alle reali radici della propria musica preferita. E’ interessante il carisma che la band mostra con la propria proposta musicale, ed è interessante quanto brillino con proposte molto più moderne proprio per contrasto. Siamo quindi in spolvero con i Saber, ma in ottimo spolvero. Gloria al Sacro Spirito del Metallo British.
Voto: 7,5/10
Alessio Secondini Morelli















