Ecco un bel disco, perfetto per rappresentare lo scorcio finale del 2024! Un dischetto superbo, capace di sollazzarci con il suo strabordare di stilemi squisitamente AOR/Class Metal (lode sempre a Beppe Riva per aver coniato il termine). I finnici Fire Action, che dopo essersi ritagliati una buonissima fetta di mercato con i tre album precedenti, e dopo aver rivoluzionato la line-up ad opera del sempre presente chitarrista-leader Juri Vuortama, si presentano con il loro pregevolissimo nuovo album titolato “Until The Heat Dies”. Sorta di compendio delle più nobili ed energiche (secondo molti, zuccherose e melense) istanze stilistiche del prediletto AOR/Class Metal. Pur non proponendo sostanzialmente nulla di nuovo, i nostri ci deliziano con un songwriting molto buono, tanta tanta energia calibrata da arrangiamenti sciccosi di tipo corale e “keyboardoso”, tutto equilibrato da una produzione quanto basta scintillante e da un sodalizio, quello tra Vuortama e il nuovo singer Pete Ahonen, che da i suoi frutti. La performance vocale del nuovo arrivato vuol rinverdire i fasti del Joe Lynn Turner di Odissey dei Rising Force, e il risultato è quantomeno pregevole. 10 canzoni 10 (più un intermezzo un po’ ambient con campionamenti sonori per introdurci al mood “fantascientifico” dell’album) dove lo spettro degli stilemi del Melodic Metal, qua e là rafforzato da dirette puntate nell’Heavy classico, si mostra tutto e risplende anche ai giorni nostri con una cerca dimestichezza. Vogliamo fare i migliori auguri ai nostri amici Fire Action, perché si agguantino una buona folla di aficionados. Se lo meritano.
Voto: 8/10
Alessio Secondini Morelli















