“Dragonknight” è una band che si presenta con una proposta musicale tardiva di 25/30 anni nel panorama del power/symphonic metal.
Le somiglianze con i “Twilight Force” sono evidenti sia a livello compositivo che di produzione, ma purtroppo manca un elemento chiave: un cantante del calibro di Alessandro Conti, capace di aggiungere spessore e unicità al progetto.
Anche dal punto di vista della produzione, la band fatica a distinguersi, sembra un “clone” dei Twilight Force. L’adozione di maschere e travestimenti richiama troppo apertamente la band svedese, lasciando poco spazio per un’identità autentica.
Persino il nome che hanno scelto “Dragonkinight” suona prevedibile, scontato e privo di quella scintilla originale che cattura l’attenzione.
Musicalmente, si percepiscono influenze chiare che spaziano da “Twilight Force”, “Rhapsody of fire” e “Blind Guardian”, con alcune reminiscenze dei Nightwish di “I Want My Tears Back” nel brano “Defender of Dragons”, ma senza raggiungere la stessa intensità emotiva o qualità compositiva.
Il mercato del genere è ormai inflazionato e, senza una proposta realmente innovativa, risulta difficile emergere o lasciare un segno.
Troppo scontati brani che narrano di draghi, spade e cavalieri, per emergere serve ben altro !
Voto: 5/10
Stefano Gazzola















