Secondo album per gli inglesi Fellowship, gruppo Power Metal “Positivista”, che spadroneggia e diffonde il proprio credo a suon di twin guitars e tonalità maggiori. La dimensione sonora die nostri è abbastanza particolare, e ha i suoi pro e i suoi contro. I pro sono sicuramente un ottimo bagaglio tecnico-compositivo e una ferrata preparazione sul genere proposto, e spesso e volentieri le predilette chitarre armonicheggianti summenzionate funzionano a dovere nel caratterizzare i pezzi, basandosi su partiture che sanno di classicheggiante “alla vecchia maniera” tipo Rising Force/Helloween d’annata. I contro possono essere caratterizzati dalla solita, standardizzata produzione con i preset digitali “poppeggianti” laddove gli impasti di tastiera, affogano tutta l’energia degli strumenti più “metallici” in nome e per conto di una orecchiabilità che ormai è uno standar conclamato su prodotti discografici del genere. Nonostante ciò, possiamo anche guardare con occhi favorevoli e con tanta simpatia i nostri giovani amici, per quanto paiono credere fermamente nella loro lotta musicale alle avversità del mondo. Due parole finali sul cantante, che per fortuna ci risparmia i classici falsetti androgini in virtù di una performance abbastanza originale, seppur il suo rimbro un po’ nasale potrebbe non piacere a tutti (a me non tantissimo). Ormai lanciatissimi sul versante più “commerciale” del Power, i nostri sono in grado di conquistare la loro fetta di pubblico settoriale. Buon disco.
Voto: 6,5/10
Alessio Secondini Morelli















