Nighthawk sono una band formata durante la pandemia dal bassista Robert Majd (Metalite, Captain Black Beard), che si cimenta anche con la chitarra e si avvale di molti musicisti provenienti da diverse esperienze musicali, formula che piace alla casa discografica Pride & Joy Music, in generale in netta ascesa come qualità e prodotti.
Questo disco, “Vampire Blues” è il terzo e la formula è quella di un hard rock melodico con diversi incursioni stilistiche. La formazione vede, oltre a Majd, Linnea Vikström (Thundermother) alla voce , Robban Eriksson (The Hellacopters) & Peter Hermansson (220 Volt) alla batteria , Nalle Påhlsson (Treat) al basso e Richard Hamilton (Houston) alle tastiere.
Il primo brano, “Hard Rock Fever”, non comincia benissimo, nel senso che il riff ricorda qualcosa di già sentito, molte volte, anche se scorre e si fa apprezzare, nella sua irruente brevità. “Generation Now” conferma l’atteggiamento punk-hard melodico, con un hammond protagonista e la voce di Linnea che è certamente adatta a questo contesto, di sicuro più personale della prima song.
“Turn To The Night” è un rock’n’roll molto ritmato che vede sempre le tastiere, o per meglio dire, l’organo hammond a condurre la canzone, con la chitarra nelle retrovie e che fa la sua timida apparizione solamente nella parte centrale della composizione. Sempre sulle coordinate hard rock con organo predominante è ”Living it Up”, sempre con brani molto corti e diretti. Si capisce il riferimento nel titolo al blues con “ Sos (Too Bad) “ che attinge a piene mani da questo glorioso genere musicale grazie a questo brano di Areosmith e si deve dire che il risultato è molto interessante. Il ritmo e la frequenza della batteria si alza con “Burning ground”, mentre “Save the Love” è un rock’n’roll dinamico e sempre caratterizzato dal suono della tastiera.
Non ci sono assoli, di fatto, o comunque pochi accenni solistici, la chitarra è mixata bassa e in secondo piano, con una resa sonora non troppo brillante, che mi auguro sia a causa del fatto che io ascolto il promo della casa discografica. Se il suono esce così per tutti, diciamo che non si tratta di una produzione memorabile. Si affaccia un po’ di psichedelia con “The Pledge”, che evidenzia anche un assolo chitarristico non troppo originale.
La seconda cover è “Hold It Babe” di Sam & Dave con la partecipazione di Danny Hines degli Weapon alla voce che caratterizza in positivo questa cover e segue “Come and get it”, altro hard rock con una linea vocale più corale e una specie di riff anni 70. Il disco si conclude con un brano dal vivo, “Just Let Go” non sappiamo in che occasione sia stato suonato, ma come risultato non è niente male, con una specie di piccolo scherzo nel finale del brano.
Probabilmente è questa la dimensione migliore dei NightHawk, perché i brani da studio di “Vampire Blues”, in generale, non esaltano.
Voto: 6/10
Massimiliano Paluzzi
















