Il nuovo lavoro degli Ulvedharr, ultimo anche con la formazione che vede il suo fondatore alla voce dato che dall’uscita di questo lavoro e la mia scrittura Ark Nattlig Ulv (Fabrizio Arcudi) ha abbandonato la band. Questo implica che il prossimo lavoro sarà doppiamente atteso dai fans, per capire chi sostituirà Ark e cosa eventualmente cambierà nell’assetto compositivo del combo bergamasco.
Ma torniamo ad “Inferno XXXIII” titolo che rimanda quasi immediatamente alla Divina Commedia, la copertina poi è palesemente esplicativa (la rielaborazione del Conte Ugolino non lascia scampo). Il trentatreesimo canto è quello che collega i traditori della patria e dei traditori degli ospiti.
Di fatto siamo di fronte a dieci brani che hanno come filo conduttore non il tradimento ma la vendetta.
Entriamo nello stile compositivo della band, per chi non li conoscesse ancora, abbiamo di fronte una composizione strutturata in pieno stile death thrash, principalmente americano, di inizi ’90 che di fatto ripercorre si gli stilemi classici del genere, ma la band ci mette la sua personale interpretazione e quindi non siamo di fronte al “copia incolla” ma ad una vera e propria personale visione del genere.
Scelte di mixer interessanti, con la voce e le pelli che danno la linea di indirizzo e risultano in primo piano, a cui fa seguito un impianto di “manate in faccia” ad opera delle chitarre come previsto. Il basso sempre un pochino in disparte, ma a differenza di altri lavori di metal estremo è percepibile e fa in modo ottimale il suo lavoro di collegamento tra batteria e chitarre; addirittura in alcuni punti è predominante e rende il tutto più corposo e “rotondo” il suono della band.
Unico neo che posso trovare è che mancano alcuni picchi ed alcuni, come si usa ora dire per libri e serie tv, “plot twist” nell’ascolto per cui ci si potrebbe trovare di fronte a degli affaticamenti nell’ascolto.
“Dagon”, “Master liar”, “Wasteland” , “Eternal attack” e “A new god” sono le tracce che mi hanno appassionato di più e che vi daranno il senso delle mie parole e, come già detto prima, vi porteranno a conoscere meglio la band.
Con l’uscita di “Inferno XXXIII” gli Ulvedharr mostrano nuovamente le loro capacità e sottolineano di nuovo che hanno da dire e da suonare. Auspichiamo che possano continuare così anche con la nuova formazione.
Voto: 7.5/10
Alessandro Schümperlin















