Esce in questi giorni il terzo album dei Crimson Dawn, progetto Doom Metal del chitarrista dei Drakkar Dario Beretta. “Inverno”, questo il titolo, si preannuncia come una delle migliori release del settore per l’anno 2020. Effettivamente, durante l’ascolto in anteprima, è palese come quest’album sia stato realizzato con una cura pressoché maniacale. Nel melange sonoro dei Crimson Dawn sono presenti tutti i migliori stilemi ed elementi espressivi del Doom, così come una certa componente dell’Epic. I nostri aprono le danze con un brano di ben 11 minuti, “The House On The Lake” che nonostante la lunghezza e il tempo rallentato, questo è importante da sottolineare, riesce nell’intento di non annoiare e allo stesso tempo creare un’atmosfera parecchio evocativa. In effetti, le potenzialità del Doom sono queste. Tutt’altro rispetto a ciò che si pensa di solito. I brani restanti, pur più brevi di durata, risultano tutti pressappoco nelle medesime coordinare sonore, ma ognuno ha la sua peculiarità. Ho apprezzato molto il feeling settantiano (con tanto di organo elettronico) di brani come la cavalcatona “Thulsa Doom And The Cult Of The Snake” (un brano sul nemico di Conan il Barbaro, molto interessante!) e “Return To Agarthi”. Bello anche l’Epic Metal di “From Beyond”, che stacca un po’ la spina dei tempi rallentati con il suo ritmo veloce, mentre la title-track “Inverno”, cantata dal singer attuale Antonio Pecere in coppia con Emanuele Rastelli dei Crown Of Autumn, che fu cofondatore dei Crimson Dawn, rappresenta una grandissima prova di cantato in italiano, molto poetico ed evocativo. Mi preme sottolineare che, oltre all’ottima preparazione tecnica dei musicisti, le vocals sono particolarmente curate, spesso corali, e la performance canora di Pecere risulta perfetta a livello espressivo. Un ottimo album, insomma, di Doom Metal epico ed evocativo. Teniamo d’occhio i Crimson Dawn.
Voto: 8,5/10
Alessio Secondini Morelli
















