Call of Charon band teutonica dedita a del death metal innestato col metalcore ed usciti a dicembre 2022 per Massacre records con questo EP dal titolo “The sound of sorrow” undicesimo titolo della loro carriera tra EP, split, compialtion singoli e album.
Si potrebbe pensare che la band è particolarmente prolifica; in numeri assoluti si, ma nello specifico no. La band ha proposto: due EP, ed uno di questi lo stiamo analizzando ora; due split, uno con i Mortal hatred ed uno con i For those unseen; una compilation, cinque singoli(di cui quattro usciti come anticipo del loro album del 2019); quindi un album.
La proposta come indicato è death metal con la componente metalcore, quindi combo con parecchi breakdown di chitarra che vengono accorpati dalla stessa tipologia di ritmo fatto dalla batteria che aggiunge delle mitragliate di doppia cassa; basso corposo e saturo che incredibilmente si percepisce in modo ottimo; doppia voce scream e growl
C’è un ma piuttosto pesante a mio avviso, come per il quantitativo di titoli proposti dalla band.
La produzione è molto alta e le scelte di mixer sono ottime, resta il fatto che se analizzo il “cosa” viene proposto resto male; ci sono ottime potenzialità, ci sono grandi abilità ma poi… Poi ci si perde. Dei cinque brani che abbiamo in questo EP, ci sono una cover(dei As blood runs black) ed un interlude. Quindi tre brani della band, un ‘intro ed una cover; forse era meglio fare qualche traccia in più e fare un album che dopo tre anni di silenzio la cosa è un pochino risicata oppure puntare a far uscire i tre brani come singoli a se stanti.
Ripeto: le capacità ci sono, manca solo un pelo in più di materiale per potergli dare un ottimo voto e la cosa dispiace, perché fosse stato un lavoro abbozzato e poco curato, sarebbe stato un conto; ma qui abbiamo una cura per il registrato, per il missaggio e per la post produzione tutta che non è scontata. Altrettanto le scelte di arrangiamenti non è per nulla scontata anch’essa.
Forse ,lo stesso interlude se leggermente più articolato avrebbe dato più sostanza.
Questo Ep nel suo complesso ha una sua dignità ed una sua dimostrazione della capacità espressiva della band; dispiace solo che si sarebbe potuto far di più in senso di minutaggio delle proprie canzoni e di conseguenza approdando ad un maggior appeal per l’ascoltatore medio.
Alla fine di tutto “The sound of sorrow” è brutto? La risposta è no. allo stesso tempo va detto che è corto, non perché sia un EP ma perché propone tre brani, una cover ed un interlude, proprio il minimo sindacale per non definirlo un Maxi-singolo. Dispiace per la band che ha perso, a mio avviso, una grossa opportunità per dimostrare le proprie capacità al 100%.
Voto: 6/10
Alessandro Schümperlin















