Sono tornati tra noi, sono uno dei miti dello U.S. Metal ottantiano. Sono i Fifth Angel. Questo “When Angels Kill” è il secondo album dalle gloriosa reunion, avvenuta nel 2017. ed è un album creativamente piuttosto valido. La miscela Heavy/Power dei nostri viene asservita ad un concept abbastanza avvincente di tematica distopica (argomento piuttosto gettonato in questi anni, ma chissà perchè…). Pur raggiungendo la durata di quasi 70 minuti, l’album non solo è prodotto “una favola” ma è anche piacevole all’ascolto grazie a tutti i migliori stilemi dell’Heavy/Power d’annata, ben ricondotti ai tempi attuali grazie a composizioni piene di energia, drammatiche e variegate quanto basta nonchè ad un ottimo bagaglio tecnico dei musicisti. Le composizioni sono ricche di chitarre armoniche priestiane/maideniane, alterni passaggi prog-eggianti a la Queensrÿche (non dientichiamo che anche i Fifth Angel provengono dalla gloriosa scena della zona di Seattle/Washington) ed un senso del dramma mantenuto lungo tutta l’opera grazie anche alle consuete voci narranti televisive e radiofoniche con effetti sonori “computerizzati”. Io direi che “When Angels Kill” sia un album di valore, cosa importante in questi tempi di auto-cannibalizzazione e riciclo continuo di soluzioni stilistiche che minacciano il Metal in continuazione. Oltre tutto, stiamo parlando di una line-up di sicura esperienza che comprende, oltre a buona parte della formazione storica (ricordiamoci di quale caratura sono considerati oggi musicisti del calibro di Ken Mary e Steve Conley) anche nuove leve come il bassista John Macko e Ed Archer, che a partire dalla reunion sono sempre stati capaci di apportare il loro ottimo contributo alla line-up attuale. Consigliato ai Defenders più puri, soprattutto i più “intellettuali” che sentono la mancanza dei migliori fasti dell’epoca di dischi come “Operation: Mindcrime” dei fu-Queensrÿche migliori. “When Angels Kill” dei Fifth Angel non vi deluderà.
Voto: 8/10
Alessio Secondini Morelli















