Degrees Of Truth sono un’altra (sì, ancora un’altra) “Symphonic Progressive Metal Female Vocals band”. “Alchemists” è il terzo album, stavolta in uscita per Scarlet Records. Il fenomeno delle “Symphonic Progressive Metal Female Vocals bands” come ben sappiamo è parecchio inflazionato. Non fa eccezione quest’album, costruito e prodotto coi preset di ordinanza, con le consuete atmosfere, seppur leggermente “automatiche”, riff chitarristici “annegati” nelle keyboards orchestrali e le classiche vocals “decatate” in stile Cristina Scabbia/Sharon den Adel/Amy Lee e così via. L’album scorre via liscio come l’olio, senza particolari novità di sorta, semplicemente come un onesto (ma molto, molto presettato) album di “Symphonic Progressive Metal Female Vocals”. Ora, io non vorrei fare la figura del cattivo a tutti i costi, ma mi parrebbe ingiusto dare un giudizio del tutto positivo solo perchè sono una band del mio paese, sento che peccherei di disonestà. Posso di certo dire che per come è stato concepito “Alchemists” nasce per gli amanti di queste sonorità… ma paga un po’ l’eccessiva sudditanza verso i grandi nomi che hanno reso internazionalmente noto il genere. Genere (appunto) che dopo i primi anni ha già dato i suoi nbumeri migliori, trasformandosi ben presto in uno stereotipo. A lungo andare anche antipatico. Ragion per cui, se vi va di ascoltare un altro album “Symphonic Progressive Metal Female Vocals band” simile a moltissimi altri (anche nel difetto di espressività della cantante, leggi stereotipo), fate pure. Personalmente, oltre a 4 su 10 di voto io per onetà intellettuale non posso dare.
Voto: 4/10
Alessio Secondini Morelli















