Per chi come me passa da ascolti diversi, legati essenzialmente al metal, non è semplice immergersi in un disco raffinato e sognante come “Songs” di Edoardo Baroni, chitarrista italiano con un solido curriculum fatto di studi importanti e molte collaborazioni di rilievo.
Come ha testimoniato recentemente GiornaleMetal, il giusto e meritato successo per Edoardo Baroni e il suo “Songs”, edito da Clockbeats, disponibile in formato digitale su tutte le piattaforme specializzate, è stato anche inaspettato. Il disco è stato al primo posto per diversi giorni consecutivi su Amazon Music, dove si è registrato un numero notevole di vendite, superando artisti come Mr. Rain e Depeche Mode.
Un dato che fa ben sperare per il gusto italico in fatto di musica, visto che la proposta musicale di Edoardo Baroni non è certo di facile ascolto, ma richiede una predisposizione, un entrare in sintonia con l’autore, che attualmente insegna chitarra al conservatorio Puccini di Gallarate, in provincia di Varese, ma che, se scaturisce questa scintilla, accompagna con grande classe la giornata di chi riesce a farlo.
Infatti la musica proposta da Baroni è una perfetta colonna sonora che si può mettere facendo le nostre attività: ad ogni passaggio le note della chitarra acustica si arricchiscono di sfumature, sottolineature, atmosfere e tessiture sonore sempre nuove e multiformi.
Una crescita esponenziale che se a un primo ascolto può non suscitare particolari emozioni, realizza una magia ogni volta che scorre il pezzo che in un primo momento non ci aveva entusiasmato così tanto.
Ecco allora che gli arpeggi, le scale, le punteggiature che le dita di Baroni riescono a produrre ci proiettano in un mondo onirico, tridimensionale, come in “Ibertango” dove ci sono echi delle composizioni di Ottmar Liebert, ma in una chiave molto personale e particolare, ma che richiamano al nouveau flamenco di cui il tedesco è autorevole esponente. La perizia esecutiva di Baroni è fuori discussione e non certo solo accademica, come dimostrano la medievaleggiante “Luca”, le scale acustiche che caratterizzano “Arrivederci”, oppure la delicatezza sonora di “God Only Knows”. Ci sono sonorità che sembrano madrigali sacri in “Altrove”, mentre “Un giorno dopo l’altro” sembra condurci in un viaggio in cui la meta è la nostra esistenza. “Piggies” ci presenta un brano che sembra descrivere un paesaggio bucolico. Più brillante, forse a sottolineare l’emozione dei sentimenti, è “L’amore trovato”, trama più vivace e ancora più splendente, mentre “Think of me with kindness” è un inno alla gentilezza, grazie a un suono suadente. L’ultimo affresco musicale “Pietre nuove” chiude degnamente un disco molto intenso.
Voto: 8 / 10
Massimiliano Paluzzi















