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ALESTORM + Gloryhammer + Wind Rose + Rumahoy – 01.02.2023 – ALCATRAZ – MILANO – Live Report

ALESTORM + Gloryhammer + Wind Rose + Rumahoy – 01.02.2023 – ALCATRAZ – MILANO – Live Report

Servizio a cura di Fabrizio Tasso

Serata dai molteplici aspetti quella che si è svolta nella magica cornice dell’Alcatraz di Milano. Non capita tutti i giorni di essere sballottati attraverso il tempo e lo spazio. Si, perché si è partiti dai mari tempestosi e pericolosi dei Caraibi per poi essere catapultati nelle aule di Thorin, erede del regno sotto la montagna, per poi essere risucchiati in un vortice interdimensionale ed essere proiettati in galassie lontane per poi ritornare a navigare (e bere soprattutto) sul veliero degli Alestorm. Tutto questo è avvenuto grazie a quattro splendide band che hanno portato follia, divertimento, simpatia, senza dimenticare ampie dosi di refrain ruffiani e una netta propensione all’alcolismo. Ma al di là di qualsiasi cosa possiamo senza dubbio affermare che ogni partecipante ha goduto di un grandissimo show ed è uscito con un sorriso stampato in faccia e un ricordo che durerà a lungo.

Che la serata si prospettasse di livello era indubbio ma l’affluenza di pubblico già dalla prima band (ore 18 e 20) ha certificato la validità della proposta (grazie Vertigo). In un Alcatraz (palco B), stracolmo di fan, sono i Rumahoy a sparare le prime cannonate. La proposta musicale della band americana (attiva dal 2011, ma esordiscono su disco solo nel 2018) è un pirate metal sulla falsariga degli headliner. In effetti si definiscono la “World’s Best True Scottish Pirate Metal Band” e i punti in comune con gli Alestorm sono molteplici. In ogni caso il gruppo capitanato dal corpulento Captain Yarrface ci ha regalato una mezz’ora di puro divertimento grazie al loro atteggiamento e alla ruffianeria delle loro canzoni. Set breve ma intenso quello dei Rumahoy. Si parte alla grande con “Cowboys Of The Sea” e, nonostante i suoni non pulitissimi (ma miglioreranno dopo un paio di pezzi), i ragazzi di Ocracoke conquistano subito il pubblico. Le basi registrate riempiono il suono della band e Captain Yarrface ci scherza su rivelando che il loro tastierista purtroppo non era presente perché si era sparato in faccia. In sua memoria gli viene dedicata “Harambe, The Pirate Gorilla” tra le risate generali. Bellissima “Not Looking For Love” mix di dance anni 90 e pirate metal capace di far ridere e ballare tutta la sala. Chiude “Pirateship” un live breve ma estremamente divertente. Promossi

Set List: 1. Cowboys Of The Sea 2. Harambe, The Pirate Gorilla 3. Treasure Gun 4. Not Looking For Love 5. Time To Party 6. Forest Party 7. Pirateship

Pochi minuti ed il turno dei nostri Wind Rose. Il gruppo toscano ha appena dato alle stampe il loro nuovo lavoro (“Warfront”) per Napalm Records. Sempre appariscenti nei loro costumi ispirati al popolo dei nani di Tolkeniana memoria cominciano a martellare sin dall’iniziale “Army Of Stone”. La loro presenza scenica colpisce subito così come il muro sonoro che scaturisce dagli amplificatori. I Wind Rose poi sono amatissimi dal pubblico che non smette mai di cantare le loro canzoni e li supporta in maniera incredibile fino alla fine della loro esibizione. Esaltazione totale quando Francesco Cavalieri chiede “Cosa c’è di meglio di un nano?” e la sala risponde “Un nano ubriaco” scatenando un pogo devastante su “Drunken Dwarves”. La scaletta si basa sugli ultimi due lavori e viene chiusa dall’immancabile “Diggy Diggy Hole”. Potenti, epici e maestosi portano a casa un concerto perfetto condito da continui applausi e incitamenti da parte di tutti i presenti. Grande band!

Set List: 1. Army Of Stone 2. Drunken Dwarves 3. Fellows Of The Hammer 4. Mine Mine Mine 5. Together We Rise 6. Diddy Diggy Hole

Ed arriva uno dei momenti più attesi della serata. Il debutto sui palchi italiani del nuovo Angus McFife (al secolo Sozos Michael). Dopo l’abbandono del suo predecessore (evolutosi in Angus McSix) l’impresa nos sarebbe stata facile per nessuno (anche perché Thomas Winkler è un vero e proprio fuoriclasse). Ma a conti fatti possiamo affermare che il nuovo singer non ha per niente sfigurato, anzi. La sua voce molto bella e potente è indubbiamente diversa ma ben si adatta al sound della band. Ci vorrà un po’ di tempo ma siamo sicuri che entrerà nei cuori dei tanti fan. Per il resto i Gloryhammer sono sempre musicalmente al top. Il concerto è introdotto (come l’ultima volta) dal cartonato di Tom Jones e dalle note della sua “Delilah” per poi partire con “The Siege Of Dunkeld (In Hoots We Trust)”. Inizio incalzante con “Gloryhammer” e “The Land Of Unicorns” a preparare il terreno per “Fly Away” (singolo uscito l’anno scorso). James Cartwright (alias The Hootsman) è il solito istrione. Sulle note del tema di “2001 Odissea Nello Spazio” si scola (come di consueto) una birra alla goccia ed introduce la nuova “Keeper Of The Celestial Flame Of Abernethy” che finirà sul prossimo album (in uscita questa estate). Il loro live scorre che è un piacere e in battito di ciglia ci si ritrova a cantare sulle note di “Angus McFise” e “Universe On Fire” prima che “The Unicorn Invasion Of Dundee” metta la parola fine al loro intenso show. Che dire? Sempre grandissimi, aspettiamo con ansia il nuovo album e il loro prossimo tour da headliner.

Set List 1. The Siege Of Dunkeld (In Hoots We Trust) 2. Gloryhammer 3. The Land Of Unicorns 4. Fly Away 5. Keeper Of The Celestial Flame Of Abernethy 6. Master Of The Galaxy 7. Hootsforce 8. Angus McFife 9. Universe On Fire 10. The Unicorn Invasion Of Dundee

Non mancano che gli headliner. L’ultima volta che abbiamo visto gli Alestorm su un palco era durante la scorsa edizione del Barcelona Rock Fest, quando presero per i fondelli (per l’intera durato del loro show) i Manowar, Cominciando dal loro logo scritto con i caratteri della band americana fino a presentare i loro membri con i nomi della formazione dei “Kings Of Metal”. L’Alcatraz è stracolmo e il colpo d’occhio è un vero spettacolo. Inizio deflagrante con “Keelhauled”, “Pirate Metal Drinking Crew” e “Under Blackened Banners” ad esaltare la folla. Gli Alestorm sono in forma strepitosa con Christopher Bowes a guidare in maniera perfetta la sua ciurma. Ma senza l’aiuto dei suoi fidi il capitano non potrebbe condurre il proprio veliero. Mate (chitarra), Gareth (basso), Peter (batteria) ed Eliott (tastiere) sono parte integrante dello show contribuendo a creare uno spettacolo unico. Specialmente Eliott con le sue tastiere e la sua voce potente risulta davvero indispensabile. Christopher (bellissima la sua maglietta con scritto I Got Lost In The Gay Dolphin) ci guida quindi tra le varie scorribande piratesche dove l’alcool si mischia alla musica. Bellissime le scenette con Beef Boy che si sgoccia una bottiglia di vino per poi duettare su Hangover, lo shot di tequila prima di “Mexico” e la comparsata di Captain Yarrface su “Tortuga”. Ma forse la scena più bella è quella dove è stato come protagonista il pubblico. Su “Nancy The Tavern Wench” buona parte dei presenti si siede a terra simulando la tipica remata da veliero. Ma non finisce qui. Su “Death Throes Of Terrorsquid” fa la sua comparsa sul palco il calamaro gigante munito di padella, ketchup e spaghetti (precedentemente violentati in un bizzarro tentativo di cucinare sul palco da parte di Christopher). Quando ci si diverte il tempo sembra scorrere ad una velocità maggiore e ci ritroviamo a cantare, ballare e saltare nei bis. La mitica “Drink”, la grandiosa “Zombies Ate My Pirate Ship” e l’inno “Fucked With An Anchor” chiudono in maniera strepitosa uno dei live che si candida ad entrare nella top five del 2023. Gli Alestorm hanno arrembato l’Alcatraz con la consueta foga divertendo e divertendosi. Alla fine, Christopher non rinuncia a fare crowd surfing sulla folla regalandoci le ultime risate.

Certifichiamo quindi la perfetta riuscita della serata. Quattro grandi band che hanno intrattenuto nel migliore dei modi i tanti fan accorsi. Un plauso particolare va proprio a questi ultimi che non hanno mai smesso di incitare i propri idoli sfoggiando spade, ancore, uncini e costumi da papera e da pirata risultando uno show nello show. Per il resto non ci resta che ringraziare l’Alcatraz e la Vertigo Hard Sounds per aver organizzato la serata alla perfezione, e le band per averci divertito dalla prima all’ultima nota.

Set List: 1. Keelhauled 2. Pirate Metal Drinking Crew 3. Under Blackened Banners 4, The Sunk’n Norvegian 5. Alestorm 6. Cannoball 7. Hangover 8. Magellan’s Expedition 9. Mexico 10. Tortuga 11. Nancy The Tavern Wench 12. Shipwrecked 13. P.A.R.T.Y. 14. Death Throes Of The Terrorsquid 15. Shit Boat (no Fans) Bis 16. Drink 17. Zombies Ate My Pirate Ship 18. Fucked With An Anchor

Tags: AlcatrazAlestormAngus McFifeCaptain YarrfaceChristopher BowesElliot VernonGareth MurdockgloryhammerMáté BodormilanoPeter AlcornPirate MetalRumahoyvertigo hard soundsWind Rose
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