Prima e dopo il concerto di Rhapsody of Fire a Lucca il 29 ottobre scorso, nel pieno del Lucca Comics and Games, è stato un piacere dialogare e scambiare opinioni con i membri del gruppo.
Fra loro, ho approfondito qualche concetto con il chitarrista Roby De Micheli, che non conoscevo fino a questa grande occasione. Avevo capito dai dischi che si trattasse di un chitarrista privo dell’ego ipertrofico che caratterizza molti suo omologhi e, parlandoci, ne ho avuto la conferma.
Roby De Micheli è un grande musicista che però privilegia il noi all’io, muovendosi all’interno di una band di grandi musicisti e , mi sembra, di ottimi amici che si stimano a vicenda.
Eppure potrebbe anche un po’ tirarsela, vista la grande classe con la quale distribuisce parti di chitarra ritmica e solista all’interno dell’esecuzione dei vari brani.
La prima domanda che gli faccio è relativa alla bella sensazione che ho provato al concerto, vedendo persone di molte fasce di età diverse, ma moltissimi giovani, situazione non sempre riferibile ai concerti metal di oggi.
De Micheli “Anch’io ho notato questo particolare assortimento di pubblico presente in sala, fra l’altro eccezionale per il feedback che ci ha dato a noi sul palco. Chiaramente non posso che essere orgoglioso che la nostra musica possa attrarre persone anche molto giovani e questo testimonia che, almeno per noi e per quello che vediamo ad ogni esibizione, è in corso un importante ricambio generazionale che ci spinge a fare sempre meglio. Vedere questi ragazzi che conoscono i nostri pezzi, li cantano con noi e partecipano a questo modo è stato davvero appagante, stasera come in altre circostanze”.
MP “Sicuramente tutto questo è stato favorito dal contesto speciale di Lucca, all’interno della rassegna internazionale di comics and games”
RDM “ Infatti abbiamo realizzato e proposto una scaletta che ripercorresse i nostri 25 anni di carriera attingendo un po’ a tutti i vari passaggi che hanno scandito la nostra attività e mi pare che la scelta sia stata premiata dall’entusiasmo dei presenti”
Mp” Avete più volte citato, durante il concerto, la parola epico e epicità”
RDM “ Sicuramente Rhapsody of Fire sono una band epica, che affronta tematiche che rimandano al mondo fantasy, coraggio, forza, il prevalere del bene sul male. Un filo di fondo cavalleresco e comunque attuale, che animano le saghe che proponiamo e che ci piacciono e interessano le persone un po’ ovunque”.
Mp “ Tutto questo, sicuramente, vi ha spinto a fare un ulteriore passo in avanti con la pianificazione di un gioco da tavolo ispirato alle vostre temetiche e alla vostra musica”
RDM “ In questi giorni abbiamo definito le linee guida, le idee che poi comporranno il progetto e poi il gioco che, almeno a giudicare dalla risposta dei presenti stasera, avrà il suo spazio e genererà molto interesse. Ritengo che alla fine del 2023 dovremmo essere pronti per lanciarlo definitivamente, a livello internazionale, visto che uno degli elementi che lo caratterizzerà sarà la sua intuitività. Sarà giocabile da chiunque e molti, mi auguro, lo apprezzeranno”.
MP “ Personalmente credo sia un grande tentativo di allargare la platea di interessati alla vostra musica, visto che da anni sento dire che il rock e il metal sono morti e non hanno futuro”
RDM “ Su questo tema ho una mia teoria per la quale trovo continuamente conferme. Di solito gli artisti vengono definitivamente celebrati una volta scomparsi. Accade in tanti campi dell’arte. Probabilmente, il fatto che ci dicano che il metal è morto ci dà ulteriore forza per andare avanti, con buoni risultati”
MP “ A questo riguardo che sviluppo prevedi per la musica che amiamo e in generale per questa espressione artistica. C’è tanta musica liquida e mi sembra che il metal non abbia troppi canali con i quali comunicare la sua voce ?”
RDM “ Il futuro è solamente legato ai concerti, per cui noi dobbiamo farcene una ragione e moltiplicare le occasioni dal vivo. Secondo me il metal non ha bisogno di particolari canali, perché chi ama questa musica si muove per ascoltare i concerti e si informa anche con il passaparola. Sono fiducioso per tutto il movimento, la fine del metal è lontana, semmai ci sarà”.
Massimiliano Paluzzi
















