“Hellbound” è il secondo disco dei Voodoma, band tedesca, che ha un approccio molto anni 90 e primi duemila per alcune scelte tecniche e di presentazione.
Siamo di fronte al figlio illegittimo tra i The 69 eyes, Lacrimosa ed i Lord of the lost.
Strutture compositive che si appoggiano sul binomio chitarre e synth, con una voce melodica, profonda e suadente. Una batteria minimale e forse un pelo sotto tono come suoni rispetto a ciò che mi sarei aspettato. Il basso percepibile, ma non come sarebbe meglio.
In ogni traccia troviamo delle attitudini interessanti, degli spunti ottimi; ma c’è un ma. Ovvero album ottimo per i nostalgici di un certo goth metal e di un certo dark rock, ma sulla lunga distanza le dipendenze da alcune delle band che ho menzionato sopra si sentono. Questo inificia il voto finale, semplicemente perché sembra parecchio un “cosa avrebbero fatto loro se fossimo noi”.
Per la parte mix e master, nulla da dire, se non la parte sui suoni della batteria già segnato poco sopra, la band fa un buon lavoro al banco di mixaggio e di conseguenza il mastering esalta le scelte fatte. Come ho detto avrei forse scelto più frequenze basse per rullante e cassa della batteria.
“Silent scream”, “We are lost”, la titletrack “Hellbound”, “Into the deep” e la canzone di chiusura “Sandman” sono i brani che mi hanno colpito parecchio. Resta come sempre inteso che facciate un ascolto e decidiate le vostre tracce preferite.
Alla fine questo “Hellbound” è un buon secondo lavoro. Non sempre è così funzionale un secondo lavoro; resta inteso che più riusciranno a fare proprio il sound e la formula di composizione sarà sempre più personale e non un compito tributo alle band di formazione della band e meglio sarà per loro.
Personalmente do un voto alto per supporto alla band, ma è fuor di dubbio che se il prossimo lavoro suonerà così tanto alle band nominate in principio di recensione il prossimo voto non potrà esser così alto.
Voto: 8/10
Alessandro Schümperlin















