In un mondo musicale dove spesso vige solo la regola del profitto (basta vedere le produzioni di band “finte” che saturano il mercato), ecco nascere questo progetto ( a scopo benefico) di Dario Beretta (chitarrista dei Drakkar e dei Crimson Dawn) dal nome DARIAN AND FRIENDS. Si tratta di una “All stars” band, capitanata dallo stesso Beretta, che donerà i proventi derivanti dalle vendite di questo “Lost Horizons” alla Onlus “AIL” (Associazione italiana linfomi-leucemie).
Il sogno di Dario, di registrare un album “benefico” per questa onorevole causa, nasce nella sua testa a partire dagli anni 90′, quando un suo amico perse la vita a soli 19 anni dopo aver combattuto questo mostro crudele: la leucemia.
I musicisti e cantanti che hanno supportato Dario in questo disco, sono stati davvero tanti, troppi per poterli menzionare tutti (e lo meriterebbero !!); italiani per lo più, ma anche stranieri: bravi tutti, davvero !
Il genere musicale proposto e’ un hard-rock “old style” (anni 70′-80′), quello tipico dei Rainbow e dei Thin Lizzy, giusto per citare i due esempi piu’ lampanti ai quali i DARIAN AND FRIENDS si ispirano maggiormente.
Basta ascoltare la traccia d’apertura “On the run” per rendersene conto, dove il cantante Michael Stavrakakis (Doomocracy) ci riporta indietro nel tempo, quando un certo R.J. Dio cantava nei Rainbow; non solo nelle composizioni, ma anche la produzione tende a ricalcare quell’epoca musicale dove tutto ebbe inizio (i padri fondatori, insieme ai Black Sabbath, di quello che oggi chiamiamo “metal”).
Una delle tracce più belle del disco, è proprio la title track “Lost horizons” che vede la partecipazione di Ty Christian (Lords of the Trident) e Kristian Niemann (Sorcerer) autore di un solo al fulmicotone: molto bella la parte strumentale del solo e la parte finale, dove i ritmi accelerano. Questa traccia mi ricorda i Sonata Arctica che “furono”, quelli più melodici ma anche “più ispirati”.
Se risponde presente il chitarrista dei Sorcerer, non poteva mancare il loro cantante, l’immenso, strepitoso “Andy Engberg”; qui alle prese con un brano hard rock dal titolo “The Things I Want To Be” e che vede la partecipazione di Eugene Simone, il chitarrista-mastermind degli Eldritch.
Io li ho definiti “la strana coppia”, un doomster e un prog(metal)ster che si cimentano in un brano che risulta un po’ fuori dal loro contesto musicale abituale, ma il risultato è davvero notevole !
“Eyes Of An Angel” vede l’ugola strabiliante e graffiante di Giorgia Colleluori (ex- Eternal Idol, IT’sALIE), signori e signori…che voce !!! Gli Eternal Idol se la sono lasciata scappare, un certo “Matt Sinner” no, l’ha presa sotto la sua ala e se la tiene ben stretta (“Sinner” e “Rock Meets Classic”).
Il disco non è solo hard rock vecchia scuola, ma trova spazio anche un brano più power-speed come “The End Of The Human Race”, anche qui tutto al femminile, visto che troviamo al microfono la bravissima Nina Osegueda (A Sound Of Thunder).
“Reborn Through The Fire” può essere condiderato l’incrocio tra i Led Zeppelin di “Kashmir” e i Rainbow di “Gates of Babylon”, molto bello il passaggio di chitarra classica posto in chiusura del brano.
Quando si parla di iniziative benefiche, uno come the “Voice” (al secolo Roberto Tiranti) non poteva certo mancare! “Do You Remember” vede la sua partecipazione, insieme a quella di Aldo Lo Nobile; scordatevi pero’ una traccia in stile Labyrinth o Secret Sphere, si tratta di un bellissimo brano hard rock (con qualche sfumatura A.O.R.), piu’ vicino alle produzioni di Roberto con i Wonderworld.
Gli ospiti presenti sono davvero tanti, tra questi Davide Dell’Orto, Simone Mularoni, Pier Gonella, Andrea Buratto, Mattia Stancioiu, Michele Sanna e molti altri (impossile menzionarli tutti, chiedo preventivamente scusa a quelli che non ho menzionato).
Concludendo, “Lost horizons” e’ un bel disco che si lascia ascoltare piacevolmente e che viene realizzato (diciamolo ancora una volta) per una “lodevolissima” e “nobilissima” causa: la raccolta fondi da destinare alla “AIL”, grazie ai proventi derivanti dalla vendita di questo disco.
Compratelo ! mi raccomando !!
Voto: 7/10
Stefano Gazzola















