Altro esordio discografico in ambito Power Metal. Si chiamano Existence Depraved e provengono dalla Finlandia. E ovviamente, altra occasione persa per far qualcosa di originale in quest’ambito. Album tirato via con tutti gli stereotipi del genere, produzione “digitalmente” perfetta, ottima preparazione degli strumentisti assolutamente “d’ordinanza”, soliti suoni, solite atmosfere, solite influenze classico/poppeggianti, solito stile di artwork… e un cantante dalla voce nasale la cui ugola di certo appare per il sottoscritto come un tedio da sorbirsi in 49 minuti di durata dell’album. A questo punto io mi chiedo sempre più: ma quanto conviene creare un nuovo album con vecchi stereotipi, se poi alla fine esso rischia di affogare nel marasma di prodotti tutti uguali che continuano ad uscire ogni mese, già da 5 o 6 anni in questa parte? Per ora, sono io che affogo nei mari di keyboards presenti sull’album, ogni qual volta appaiono negli arrangiamenti. Anche questo ormai è uno stereotipo, messo lì a fare da contorno “poppeggiante” e pseudo-sinfonico. Solito prodotto insomma: perfetto nelal forma quanto… povero di originalità. E con l’aggravante di un cantante che latita tanto di personalità quanto di feeling. Spiacente, ma la stroncatura è d’obbligo.
Voto: 4/10
Alessio Secondini Morelli















