Da un punto di vista stilistico, come possiamo inquadrare questo nuovo album in studio?
E’ un album che esplora le sonorità jazz, ma che ha uno sguardo verso la musica classica. La scelta di registrare interamente il disco con la chitarra classica ha questo obiettivo.
Come è nata l’idea di intitolarlo Dawn?
Dopo aver fatto numerosi dischi in differenti formazioni, ho deciso di fare un disco da solista. Essendo il mio primo disco ho deciso questo titolo. Mi sono inoltre ispirato alla firma di David Bowie quando ha inviato la sua ultima lettera a Brian Eno.
La copertina è alquanto originale. Chi ha avuto l’idea e chi se ne è occupato?
La fotografia è stata fatta alla mia gatta Hapy da un grande cantante col quale spesso collaboro, Stefano Cianci. Le grafiche le ha curate Arianna Pasolini, la quale ha fatto uno splendido lavoro.
Come nasce un tuo brano? Quale è il tuo metodo compositivo?
Quando compongo parto da una semplice idea melodica o ritmica, per poi costruire un brano. Indubbiamente aver studiato composizione jazz al conservatorio mi ha aiutato molto. Lo stesso procedimento avviene quando devo arrangiare composizioni di altri, cerco di farmi ispirare da un elemento che mi colpisce del brano per reinventarlo.
Come è nato il connubio tra te e Dario Mollo?
Io e Dario ci siamo incontrati la prima volta nel 2014. Io avevo comprato quando avevo 10/12 anni i suoi dischi con Glenn Hughes e Tony Martin, per me era un vero idolo, nonostante le nostre musiche siano molto diverse. Gli ho scritto la prima volta con molto timore, ma si è comportato con grande umanità nei miei confronti. Difficile spiegare a parole il nostro rapporto, ma mi sento di dire che per me è un vero amico. Quando ci troviamo per lavorare assieme passiamo un sacco di tempo ad ascoltare musica nel suo studio, a parlare di musica e di curiosità chitarristiche. Io affido tutti i dischi ai quali partecipo in qualità di compositore a lui, perché fa sempre un lavoro sublime.
Fare un disco solista è per te un episodio isolato o miri ad una carriera esclusivamente a tuo nome?
Non direi esclusivamente. Ho altri progetti nei quali credo molto, il progetto con Luca Capoferri è per me molto importante, inoltre suoniamo brani che Paolo Ugoletti scrive appositamente per noi, uno dei più importanti compositori italiani. Indubbiamente la carriera da solista sta andando bene al momento, mi piace e voglio continuare pure questa strada.
Da un punto di vista ispirativo, quali sono gli artisti che più apprezzi?
Il mio idolo chitarristico è Al Di Meola. La mia tesi di diploma in conservatorio era una monografia su lui. Da un punto di vista musicale il faro per me è sempre stato Chick Corea e aver partecipato alla sua Academy è stato un vero onore per me. Fra i musicisti che amo ci sono sicuramente Django Reinhardt, Wes Montgomery, Mike Stern e il mio maestro Peo Alfonsi.
Ci saranno delle date live?
Assolutamente si, il 7 maggio a Brescia, il 27 maggio a Bergamo, il 16 giugno a Milano, il 3 luglio a Ischia e il 30 Luglio torno a Brescia. Sicuramente se ne aggiungeranno altre.
Perché la scelta di pubblicare l’album solo in digitale?
E’ stata una scelta dell’etichetta, al momento stiamo raggiungendo gli obiettivi, quindi direi che è stata una scelta vincente!
Quali sono i programmi futuri?
Suonare!
A cura di Maurizio Mazzarella
















