Da dove prende il nome il vostro progetto Jaguero? Come mai avete optato per questo immaginario da “luchadores”?
“Jaguero” è uscito fuori durante una serata ad una festa come tante, tra vaneggi vari, in cui ci siamo immaginati una sorta di Rey Mysterio molto sfortunato che continua a lottare nonostante tutto. Di base l’immaginario associato al luch-libre deriva prettamente da questa assonanza col nome, che quindi abbiamo sfruttato per descrivere questa band e la nostra prima uscita. Chissà in futuro chi o cosa sarà Jaguero.
Venite da progetti disparati ma siete tutti amici provenienti dalla stessa zona, il Vicentino.
Che tipo di continuità e che tipo di rottura si trova in Jaguero rispetto a Slander, Regarde e La Fortuna?
Questi progretti ci hanno dato la possibilità di affrontare una nuova band di questo tipo nella più totale della tranquillità, poichè tutti noi veniamo da un passato ricco di esperienze più o meno importanti, e il bagaglio culturale (e non) che abbiamo ottenuto rappresenta le fondamenta del nostro essere musicisti. La discontinuità con questi progetti probabilmente è l’approccio: suoniamo semplicemente quello che ci viene perchè ci piace, senza investirci il 100% a causa di lavoro, hobby e vita personale. Slander, Regarde e La Fortuna rappresentano una parte importante di noi che si svolge in parallelo a questa band, in cui sono state (e verranno) investite molte energie. Attitudini diverse per lo stesso obiettivo: fare musica!
Sempre parlando della vostra zona… è una città piccola ma ricca di ottimi gruppi e artisti, dal metal al cantautorato, passando per hardcore, punk e alternative. Come ve lo spiegate? Quali sono altri progetti della provincia di Vicenza che dovremmo andare ad ascoltare?
Forse è proprio la dimensione della città che produce questa alta densità di band: parlare di scena è sempre uno status quo, ma in un certo senso i musicisti attivi hanno tanta voglia di fare, e non si fermano davanti alle difficoltà associate allo suonare in una città con pochi (quasi zero) locali aperti. Aggiungiamoci che in un modo o nell’altro ci si conosce tutti da molto tempo, e di conseguenza è molto semplice sviluppare un’idea personale con altri musicisti fidati e portarla alla realizzazione.
Secondo noi, alcuni progetti davvero interessanti sono Eddie Bunker, Delicatoni e Luca Cescotti, teneteli d’occhio!
Due singoli abbastanza diversi tra loro e un EP di debutto in arrivo. Cosa dobbiamo aspettarci? Questi due singoli rappresentano bene l’EP o ci sarà spazio per altre sfaccettature?
L’EP è sicuramente variopinto: l’idea di base è quella di staccarsi da qualsiasi genere e sottogenere solitamente associato a queste sonorità. Il processo creativo è molto semplice: sala prove, ognuno porta idee, si suona, si ragiona, e quando siamo soddisfatti la canzone è finita, pronta per essere suonata dal vivo e in studio. Possiamo descrivere questa prima release di Jaguero come un animale selvaggio: può essere aggressivo o tenero, ma sicuramente spontaneo!
Avete prodotto l’EP presso La Distilleria, punto di riferimento di numerosi progetti underground made-in-Veneto. Come è stato affrontare il processo creativo in studio?
In studio siamo arrivati parecchio preparati: abbiamo usato i 2 mesi precedenti alla sessione di registrazione per delle pre-produzioni fatte in casa, il più possibile vicine all’idea che avevamo del nostro disco. Una volta arrivati in studio da Maurizio queste idee sono diventate realtà, ma hanno assunto gradualemente un carattere molto più personale, reale. La sua esperienza ci ha permesso di consolidare il nostro sound e di aggiungere qualche chicca che ha caratterizzato il prodotto finale, e questo a nostro parere è stato fondamentale per il disco. Secondo noi, Maurizio rappresenta sicuramente uno dei sound engineer più forti sul territorio, senza ombra di dubbio.
L’EP debutta con Epidemic Records, che annovera nomi dai suoni disparati al suo interno, pur
riprendendo tutto sotto lo stesso ombrello che identifica l’etichetta. Quali altri progetti di questa etichetta dovremmo considerare? (Esclusi i Regarde, dei quali fate parte!)
I nomi che consigliamo sono To Kill, Blowfuse, Marnero e Second Youth, anche se vorremmo aggiungere una nota a riguardo. Gab, leader supremo di Epidemic Records, ha sempre scelto band di altissima qualità sotto la sua ala, quindi sicuramente ogni progetto (presente e passato) nel suo rooster vale la pena di essere ascoltato e approfondito, compreso il suo progetto solista. Difatti ci siamo sentiti molto onorati quando c’è stato proposto di entrare nel suo rooster, vuol dire moltissimo per noi.
Cosa succederà una volta uscito l’EP? Sarà possibile vedervi dal vivo?
Stiamo pian piano confermando delle date da giugno a ottobre per ora, in giro per l’italia e non. Il live di debutto sarà il 4 Giugno a Vicenza con gli inglesi Delta Sleep al Centro Sociale Bocciodromo, pilastro della musica dal vivo della nostra città. Siamo molto emozionati per questa data, non vediamo l’ora di cominciare a portare Worst Weekend Ever dal vivo e di spaccare tutto!















