I francesi Crystal Throne, con il loro omonimo album di debutto autoprodotto (sottolineo autoprodotto), propongono una buona combinazione di Power e Prog Metal! Eppure, già dopo il primo ascolto siamo in grado di sviare tutti i vari discorsi (comunque sensati) sull’inflazione nel settore Power Metal. Perchè i nostri ce la mettono tutta perchè la loro proposta musicale sia il più possibile ispirata agli anni ’80/’90 del genere. La questione non è innovare oppure no. Poichè ben sappiamo quanto, andando avanti, gli stereotipi del genere diventino sempre più vuoti, manieristici e sempre meno ancorati alla Tradizione. Invece, è chiaro che chiunque abbia sempre un piede nel “passato” (io direi la Storia più che il passato) e uno verso l’avvenire, senza tradire mai le proprie ferree radici musicali, riesce sempre a mantenere validi e di qualità i propri prodotti discografici. Ebbene, i CT sono sulla buona strada. Ci troviamo di fronte innanzitutto ad un album molto guitar-oriented. Difatti, la chitarra “puramente shredding” di Max Waynn è in bella vista un po’ su tutte le composizioni, fin dall’inizio di quasi ogni brano con i suoi funambolismi. Di maniera, intendiamoci. Ma che in fondo danno l’idea di quanta tecnica ed assieme quanta melodia i nostri vogliano profondere nella loro musica. Chiunque poi riesca a scostare il velo del “manierismo” dilagante nel Power si accorgerà che l’ugola del singer Terry DeFire non è la solita, sterile riproposizione dei singers “castrati” di oggi giorno. Bensì, un singer la cui performance è debitrice ai giganti degli anni ’80 quanto mirata a migliorare costantemente. Da elogiare oltremodo la tecnica globale e l’affiatamento sonoro dei quattro musicisti soprattutto se si tiene presente che provengono da un paese, la Francia, che non sempre ha avuto trascorsi memorabili nel Metal. Insomma, i Crystal Throne sono certo una band necessitante di miglioramento, ma di sicuro, rispetto al solito, sono da incoraggiare con un voto ben mirato. Poichè dimostrano (ed altrove ciò latita paurosamente) che mantenendo salde le proprie radici negli anni migliori del Metal (soprattutto del Prog Metal e dell’oggi “bistrattato” Power Metal), andare avanti con una solida visione del proprio futuro artistico, una visione verace e personale, può dare enormi soddisfazioni. Coraggio, ragazzi.
Voto: 7,5/10
Alessio Secondini Morelli
















