I 70 anni compiuti rivitalizzano bene Pino Scotto! Ormai “Dog Eat Dog” è esattamente (senza contare anche la raccolta “Segnali Di Fuoco” e l’EP con il Progetto Sinergia) il nono album solista del Pino Nazionale, icona indiscussa del R&R “metallico” di casa nostra. Effettivamente, guardandoci indietro, possiamo tranquillamente constatare che il Nostro ha tenuto fede alla parola data. Ancora oggi, che è l’Hard Rocker italiano più longevo in assoluto, lui non si ferma. Mai! Il R&R è una strada ardua da percorrere, e senza pause. Ma da le sue soddisfazioni. Ed ancora oggi, il grande Pino sforna a ripetizione i suoi albums, regolarmente seguiti da tour su e giù per la nostra penisola, vivendo sempre appieno il suo Sogno di realizzarsi su un palco secondo l’espressività verace, energica e stradaiola dell’Hard & Heavy che da sempre è la sua anima musicale principale. L’album che ci troviamo ad ascoltare oggi in anteprima (in uscita il 27 marzo) è uno di quelli che fanno sempre, sempre bene al cuore! Non discostandosi granché dal classico Hard Rock da sempre proposto da Pino, la particolarità di quest’uscita discografica (così come, tirate le somme, tutte le precedenti) è rappresentata da una certa omogeneità nelle tematiche toccate nei vari brani. In testi come “Don’t Waste Your Time” e “Dust To Dust” troviamo chiare esortazioni, indirizzate soprattutto ai più giovani, a non adagiarsi sugli allori. A vivere la propria vita con consapevolezza e tenendo presente che i treni passano una volta nella vita. Senza tener minimamente conto di chi spara cazzate a ripetizione per creare i propri schiavi (“Talking Trash”). Ecco, questo potrebbe essere il ‘leit-motiv’ del nuovo lavoro discografico di Scotto. La formazione scelta per incidere l’album (Steve Volta alle chitarre, Leone Villani Conti al basso, Federico Paulovich alla batteria e il tastierista/arrangiatore Mauri Belluzzo) è affiatata alla grande, ed è capace di supportare in tutto e per tutto la voce ruvida e “navigata” del grande Pino. 11 brani inediti (più una riproposizione di “Don’t Be Lookin’ Back” dei Vanadium, sempre bella da riascoltare!), nei quali la band al completo riesce nell’ormai consueto intento di toccare tutti i migliori ed immancabili stilemi dell’Hard&Heavy. Con tanta Energia, tanto Cuore… e l’ugola ormai immortale del Grande Pino. In finale di recensione, esprimo una mia opinione riguardo le più melodiche “Before It’s Time To Go” e “Right From Wrong”, che mi paiono le due tracce leggermente meno convincenti. Può darsi pure che non tutti i brani partecipino nell’intento di creare un grande album (ed in ogni caso, de gustibus)… ma l’unica cosa che conta in certi casi me l’ha detta Pino in persona durante un’intervista: “non so ancora oggi se sono davvero bravo a comporre e cantare, ma l’unica cosa che conta qui è portare avanti il mio Sogno”. Beh, mia forte idea è che fino ad ora la missione del Nostro sia da considerarsi compiuta alla grande. Auguriamo quindi a Pino Scotto ancora tantissimi anni di Rock da suonare on stage su e giù per la nostra penisola. Altrimenti, la vita per noi metallari e rockettari italici sarebbe molto più dura. Vai così sempre Pino Nazionale!
Voto: 8,5/10
Alessio Secondini Morelli















